Appello dei sindaci per la tangenziale

Ponte reclama la nuova bretella, Oderzo chiede la circonvallazione sud
PONTE DI PIAVE. «Per portare avanti il progetto della tangenziale è necessario mantenere un filo diretto con la Regione». Riassume così il sindaco di Ponte di Piave Roberto Zanchetta l’incontro di ieri con Fabio Gava. L’assessore regionale all’economia, dal canto suo, apre alla bretella di 4,2 km (e 10 milioni di euro di finanziamento previsti) che collegherà il ponte del paese alla zona industriale opitergina. E aggiunge: «Prometto che, sulla questione, marcherò Renato Chisso da vicino».


Assente l’assessore alla viabilità, quindi, la riunione tenuta in casa Zanchetta all’indomani della scadenza del bando regionale per l’incarico di progettazione della tangenziale si chiude con i Comuni interessati dal progetto che ribadiscono l’importanza dell’opera e la Regione che mostra la volontà di andare avanti con il progetto. «Siamo interessati a mantenere il legame con questo territorio - dice Gava - un’area che, suo malgrado, ha sempre gravitato a margine dei flussi autostradali». Oderzo, presente all’incontro con tre esponenti (sindaco, vice e assessore ai lavori pubblici) insiste invece sulla necessità del completamento dell’ultimo tratto della circonvallazione sud tra Piavon e Gorgo, che andrebbe a chiudere la viabilità alternativa alla Postumia fino a Motta. «Il progetto preliminare esiste già - spiega il sindaco Pietro Dalla Libera - costato 164 mila euro, è stato realizzato su incarico della precedente amministrazione».


Alla Regione, quindi, basterebbe farlo suo e iniziare a stendere il progetto definitivo, per poi avviare l’opera. Anche questa, come la bretella pontepiavense, è infatti inserita tra le priorità regionali. Per quanto riguarda la bretella, restano da definire tempi e modi. Ma, come dice l’assessore Gava, «se per la tangenziale sud di Conegliano ci sono voluti cinque anni e oggi è interamente finanziata da Regione, Provincia e Comune», è facile immaginare che questi tempi potrebbero calzare anche per la tangenziale fortemente voluta dal primo cittadino di Ponte di Piave, appoggiato ieri anche dai colleghi Ettore Messina di Salgareda, Mario Cincotto di Zenson e Andrea Manente di Ormelle. Ponte, a detta dello stesso sindaco, si propone quindi come cabina di regìa per portare avanti un’opera che tutti definiscono «necessaria», per ovviare a una «Postumia sempre più intasata».


A margine dell’argomento principe, tra i temi affrontati ieri anche quello della Postumia bis: idea lanciata dal capogruppo leghista in Regione Franco Manzato, che potrebbe essere sviluppata attraverso un sistema di project financing. Ovvero la Regione si farebbe carico della progettazione (da 15 milioni di euro), i privati della realizzazione, naturalmente per ricavarne profitto. «Chisso ha avviato in tutto il Veneto una serie di possibilità di interventi stradali a pedaggio, per completare il quadro della viabilità - conclude Gava - questa è un’ipotesi che trova molti consensi, ma al momento non è niente più che un’idea».
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