Passaggio generazionale, nella Marca a rischio 8 mila lavoratori
I dati della Cna: in 5 anni si perderà il 10% delle imprese, oggi solo il 7,5% sono guidate da under 35. Stocco: «Servono interventi»

Nel periodo dei grandi cambiamenti, delle crisi internazionali, degli aumenti dei costi dell’energia, una delle sfide con cui si trovano a fare i conti gli imprenditori della Marca rimane quella del passaggio generazionale.
Secondo uno studio di Cna Provinciale Treviso sono almeno 8.000 le imprese della Marca Trevigiana che rischiano la chiusura nei prossimi cinque anni a causa del pensionamento dei titolari senza un ricambio alla guida. Quasi il 10% del totale.

I numeri
Emerge dunque in tutta la sua complessità una criticità strutturale e crescente, legata all’invecchiamento degli imprenditori e alla difficoltà di garantire continuità alle attività. Analizzando la demografia d’impresa emerge come i titolari under 35 rappresentano meno del 10% del totale (5.706 su 76.186 imprese), mentre circa il 25% ha che segnala una fragilità sistemica. più di 60 anni, con un incremento significativo anche tra gli over 90.
Il fenomeno colpisce in modo particolare il comparto manifatturiero artigiano, che dal 2019 a oggi ha già perso quasi 4.000 imprese. L’indagine di Cna dimostra che oltre l’80% degli Dal 2019 si sono perse già 4 mila aziende del comparto della manifattura imprenditori over 40 ha già affrontato il tema della successione, ma più della metà non ha ancora avviato un percorso concreto per pianificare il passaggio. Se in ambito familiare la trasmissione d’impresa va a buon fine nel 63,7% dei casi, la situazione si complica notevolmente nelle cessioni a dipendenti o a terzi. Quasi il 30% delle piccole imprese affronta forti difficoltà nel percorso di trasmissione, una percentuale
«Servono interventi strutturali»
«È necessario intervenire con politiche mirate», afferma Gianpaolo Stocco, Cna Provinciale Treviso, «per favorire il ricambio generazionale, sostenere l’accesso al credito e semplificare il contesto normativo. Solo così sarà possibile garantire continuità alle imprese e tutelare il patrimonio economico e sociale del nostro territorio».
Stocco sottolinea come Cna Treviso accolga con favore l’attivazione del Fondo Staffetta da parte della Regione del Veneto. «Si tratta di un segnale importante di attenzione verso il tema del passaggio generazionale nell’artigianato e nelle piccole imprese. Ora è fondamentale che questo strumento trovi una concreta attuazione attraverso misure chiare, accessibili e strutturali, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze delle imprese e delle nuove generazioni».
Il titolare under 40
Enrico De Bortoli è un titolare d’azienda, una di quelle 7,5% guidate da un under 40. Non è un imprenditore come siamo abituati a pensare, è prima di tutto un restauratore ebanista. Le sue mani sono lo strumento più prezioso che ha in dotazione, l’altro è la testa. Ha aperto l’attività nel 2020, quando ha capito che poteva farcela con le sue gambe.
«Sono partito come tecnico del restauro, dopo un’esperienza in azienda e una all’estero ho capito che quella di restauratore era la mia strada. Ho aperto la mia attività e ora gestisco le squadre delle aziende per cui lavoro», spiega l’imprenditore.

Enrico, racconta di aver sempre avuto, sotto gli occhi, due esempi straordinari: papà Natale e mamma Teresina. «Mio papà è uno che, a casa, ha sempre lavorato manualmente, con la saldatura, con il legno, con l’impagliatura e poi nei campi: è un vero tutto fare. Il suo esempio per me è stato un’ispirazione costante. Da lui ho acquisito l’abilità manuale e la solidità, da mia madre invece la creatività. Uno dei più bei ricordi che ho della mia infanzia sono i vestiti di carnevale che confezionava insieme a noi bambini».
La scelta di mettersi in proprio è nata con un obiettivo: riuscire a gestire il tempo. «Aprendo la mia attività ho avuto qualche possibilità in più di gestire il mio tempo e, soprattutto, decidere quale direzione dare alla mia attività, sia dal punto di vista pratico, che territoriale. Ho scelto di rimanere a lavorare in Veneto».
De Bortoli sottolinea come per lui sia fondamentale dedicare del tempo alla famiglia e alle attività che gli stanno a cuore: «Per me è imprescindibile e lo è per molti. Oggi come oggi la flessibilità sul lavoro è una condizione fondamentale, che tutti ricercano. Da dipendente non sempre la puoi ottenere». L’ebanista però racconta anche gli aspetti meno positivi dell’attività in proprio: «la gestione del lavoro è completamente in carico al titolare e questo pesa un po’. Un altro aspetto critico è dare un prezzo all’attività che faccio, soprattutto in un comparto cosiddetto povero come quello del restauro. Ma una volta che il cliente ti conosce questo problema scompare».
Il titolare over 60
«Bisogna cominciare presto a pensare al passaggio di testimone, che sia un familiare o un dipendente che si è distinto per passione e capacità. Non è semplice, la maggior parte degli imprenditori arriva fino a che non ce la fa più e poi quando è il momento di abdicare non ha più nessuno accanto».
Ilario Pavan è il presidente di Cosvem, il consorzio di 90 imprese edili artigiane nato nel 1985 e che si occupa di edilizia e restauro monumentale come chiese, campanili e affreschi. Oltre a conoscere come funziona il settore, lui stesso è alle prese con il passaggio generazionale. Tra poco compirà 70 anni e non intende essere il presidente di Cosvem ancora per lungo tempo.

«Sto portando avanti due giovani, un architetto e un geometra, saranno loro che prenderanno in mano il consorzio, sto trasmettendo loro le competenza e tutti i segreti per portare avanti una struttura come la nostra: abbiamo una media di 17 cantieri aperti. Entrambi li ho tirati dentro già una decina di anni fa, ma non è cosi scontato. Non tutti gli imprenditori guardano avanti e prevengono il passaggio generazionale».
Secondo Pavan è fisiologico che si perderanno diverse ditte a causa del passaggio generazionale. «Consiglio agli imprenditori di partire presto a pensare al futuro, o coinvolgendo i figli o il dipendente che fa la differenza». Pavan interviene anche sui motivi per cui questo momento è critico in azienda: «È faticoso passare da padre in figlio, ma anche da datore di lavoro e dipendente, perché le visioni sono diverse. È raro che si abbia lo stesso modo di vedere le cose. È già faticoso che un familiare segua le orme del genitore, figuriamoci se lo fa un collaboratore».
Il presidente parla anche di un secondo motivo: «Una volta entravi nelle aziende, restavi ad imparare un mestieri, poi quando lo avevi imparato fondavi la tua impresa e la facevi crescere. Se fai questo percorso è difficile lasciare le redini di quello che hai creato a un giovane, con una mentalità diversa. Quindi la colpa è anche un po’ di noi vecchi».
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