Amianto tra i rifiuti del Card «Da ora in poi tolleranza zero»

De Luca (Savno): «D’intesa con i Comuni metteremo telecamere di sorveglianza e faremo una campagna informativa. Per chi sgarra multe fino a 26 mila euro»
agostini agenzia foto film san polo centro Card
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Più cassoni a disposizione, sarà aperto tutto il giorno ma controllato anche tramite telecamere. È questo il compromesso raggiunto da Savno e i Comuni di San Polo, Cimadolmo e Ormelle, i tre paesi che scaricano nel Card sampolese i rifiuti che la normale raccolta porta a porta non riesce a togliere da dalle abitazioni private e aziende. È stato proprio questo il problema: da un anno all’altro, senza alcuna ragione apparente, nel Card sono entrati il 700% di rifiuti in più, costringendo i cittadini a riempire a più non posso i cassoni e, abbastanza spesso, il personale di sorveglianza a rimandare a casa molti residenti che si sono visti respingere la spazzatura per mancanza di spazio.

«Ora stiano attenti: i primi che becchiamo pagano per tutti» minaccia Giacomo De Luca, presidente di Savno che ha denunciato il fatto che 15 cassoni di inerti durante l’anno siano stati rifiutati dalle ditte di smaltimento perché contenenti amianto e lana di vetro. Rifiuti pericolosi smaltiti nel modo sbagliato, e quasi certamente non per caso.

Una furbata che è costata a Savno (e di riflesso a tutti gli utenti) decine di migliaia di euro. De Luca non va tanto distante a cercare i responsabili: «Le aziende hanno regole precise da rispettare per conferire i loro rifiuti. Non possono farlo danneggiando i cittadini, che poi non hanno più modo di conferire: succede anche da altre parti che siamo costretti a rimandare a casa gli utenti, ma solo a San Polo con una frequenza di questo tipo».

Il numero dei cassoni verrà aumentato fino a 14, ma questo sarà il massimo possibile. Alle raccomandazioni seguiranno i fatti. Il Card sarà dotato di una serie di telecamere che serviranno a sorprendere chi vorrà provare a prendere la strada più breve per sbarazzarsi dei propri rifiuti, soprattutto se pericolosi: «Fare i furbi non paga. Non li sopporto più quelli che agiscono a discapito dei cittadini onesti. Chi getterà amianto fra gli inerti o gli ingombranti verrà denunciato: è un reato penale» aggiunge De Luca.

«L’abbandono o il deposito incontrollato di rifiuti pericolosi viene punito dalla legge con l’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 a 26 mila euro. Queste decisioni sono state prese da Savno insieme alle amministrazioni comunali del territorio. «Sempre insieme e Savno stiamo predisponendo anche una serie di incontri sul tema– dice il sindaco sampolese Nicola Fantuzzi– in modo che tutti sappiano in che modo smaltire al meglio i propri rifiuti».

Le concentrazioni di rifiuti verdi, ingombranti e inerti erano parse eccezionali già durante l’estate, quando le quantità avevano superato quelle fatte registrare nei Card delle ben più grandi cittadine di Conegliano e Vittorio Veneto. —





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