Altri due concordati L’impero Sangalli è commissariato

SUSEGANA. Tre aziende su quattro della galassia Sangalli hanno chiesto il concordato preventivo, e ora sono di fatto amministrate dai commissari giudiziali nominati dal tribunale di Treviso.
Dopo la Sangalli Vetro Manfredonia, che ha chiesto il concordato a fine gennaio, nelle scorse ore altre due aziende della holding di Giorgio Sangalli hanno compiuto lo stesso passo: si tratta della Sangalli Vetro Magnetronico Srl e della Sangalli Vetro Satinato Srl, entrambi con sede a Susegana in via Conegliano. Il tribunale ha concesso 120 giorni di tempo a entrambe per presentare un piano dettagliato. Immediata, invece, la nomina di una coppia di commissari che di fatto amministreranno le due società in questo “limbo” con il compito di «esercitare i controlli e le verifiche sull’andamento della gestione dell’impresa e sugli atti compiuti dall’imprenditore in concordato, nell’interesse dei creditori»: si tratta di Stefano Ambrosini e Luigi di Fant.
La crisi del gruppo del vetro, nato come azienda di commercio bottiglie per il settore vinicolo nel lontanissimo 1896, sembra entrata nell’ultimo miglio. I dipendenti non ricevono lo stipendio dallo scorso novembre: ora la proposta è di versare loro il 50% delle mensilità di dicembre 2014 e della tredicesima, e su questa dovranno esprimersi i commissari. L’epicentro della crisi è a Manfredonia (Foggia), dove la holding trevigiana ha uno stabilimento che dà lavoro a circa 400 dipendenti: ora vorrebbe chiuderlo per contenere i costi, dopo aver ricevuto incentivi regionali per lo sviluppo dell’area. La situazione debitoria è pesante: oltre 140 milioni di euro di esposizione con 23 istituti di credito. Di fatto l’unica azienda esclusa dalle richieste di concordato è la Sangalli Vetro Porto Nogaro.
Alla presentazione della prima richiesta di concordato, il tribunale di Treviso ha analizzato gli ultimi tre bilanci e ha rilevato «la sussistenza del presupposto di fallibilità e di quello della ricorrenza di uno stato di crisi». La questione è stata al centro di una serie di incontri a Roma nella sede del ministero per lo Sviluppo economico.
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