Alberi in ferro battuto e la torre del castello È la nuova rotatoria

VIDOR. Cinque metri di altezza e duecento quintali di peso. L’opera in ferro battuto, che è stata installata sulla rotonda di Vidor è certamente monumentale e rappresenta un trait d’union fra il mondo produttivo locale, nello specifico vitivinicolo, e la comunità. Voleva essere, ed è, l’emblema di un territorio, visto che rimanda all’antico maniero e alla coltivazione della vite, e nel contempo il simbolo plastico del legame profondo, “radicale”, fra chi vive in paese e chi lavora sulle colline, recentemente entrate a far parte dei siti Patrimonio dell’Umanità.
L’installazione, intitolata per l’appunto “Radici”, messa a dimora nei giorni scorsi all’interno della nuova rotatoria all’incrocio fra via Marconi e via Palladio, in zona Capitello, è stata realizzata dallo scultore Valentino Moro su commissione del Comitato Mostra Vini: «Abbiamo sentito l’esigenza», spiega il presidente Andrea Miotto, «di contribuire fattivamente all’abbellimento di una importante opera pubblica. Volevamo un’opera d’arte che si ponesse in coerenza con il recente riconoscimento Unesco e capace di condensare bellezza, storia e territorio. Un’opera insomma che parlasse di noi». Obiettivo centrato.
Nei due spazi verdi della grande rotonda sorge la torre, che rimanda alle radici storiche (il Castello di Vidor è stato un presidio di grande importanza strategica, tanto che venne conteso da numerosi signori feudali fino a quando non fu distrutto nel 1510), e il tralcio, che rappresenta invece la pregiata produzione vinicola e che contraddistingue a livello naturalistico l’intera area collinare. Valentino Moro, che si è lasciato ispirare dal maniero, non più visibile, e dai filari che cingono i colli di Vidor e Colbertaldo, non ha però dimenticato il Piave, inserendone un richiamo, seppur appena sussurrato. «Il Comitato», aggiunge Miotto, «per statuto, oltre che organizzare la Mostra dei Vini di primavera, è impegnato nella promozione del territorio. Credo che con questa iniziativa abbiamo adempiuto a un compito che ci è proprio».
Pienamente soddisfatto il sindaco Albino Cordiali secondo cui l’opera d’arte è il degno coronamento di un’opera pubblica fondamentale e lungamente attesa. Ambedue saranno al centro di una cerimonia ufficiale di inaugurazione fissata per sabato a partire dalle 10.30. Il taglio del nastro sarà affidato all’assessore regionale Federico Caner. –
Adriana Rasera
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