Aeroporto Canova, addetti sulle barricate «Senza ampliamento futuro a rischio»
Gli addetti dell’aeroporto Canova, sia dipendenti diretti di Save-Aertre che lavoratori di società cooperative che prestano servizio allo scalo, sono in agitazione. E in questi giorni hanno dato il via a una raccolta firme per chiedere di sbloccare il masterplan del sito, cioè il progetto per ampliare lo scalo bloccato dal Ministero dell’Ambiente dopo un infinito iter burocratico. «Ne va del nostro futuro» giurano gli operatori del Canova, che confidano nell’attuazione del progetto per garantire un futuro stabile e sereno all’aeroporto e, di conseguenza, ai loro posti di lavoro.
l’agitazione
«Gli occupati sono in fibrillazione e in attesa di capire come evolverà il tutto» conferma Cinzia Bonan, segretario generale Cisl Belluno–Treviso. «Siamo in attesa di capire l’evoluzione del quadro, sappiamo che i lavoratori hanno avviato una raccolta firme per chiedere che sia portato avanti il piano. Se non si sblocca il masterplan, una serie di opere e interventi rimangono in stand-by, compresi quelli per il miglioramento della viabilità sulla Noalese». È presto, oggi, per parlare di “posti di lavoro a rischio”, ma la sensazione diffusa tra gli operatori è che lo scalo trevigiano sia a un bivio. Un rilancio - quello che passa attraverso il masterplan - o un ridimensionamento, considerato che oggi, secondo molti, l’aerostazione ha raggiunto il massimo della capacità (di voli e di passeggeri), e spesso nell’area partenze si registrano code chilometriche, disagi, proteste degli utenti. «Lo sviluppo di un’area - conclude Bonan - passa anche dal mantenimento di un aeroporto che risponda alle esigenze di un territorio».
l’iter
Gli operatori prevedono un aumento degli utenti dello scalo nei prossimi anni, vista anche la rinnovata attrattività turistica di tutta la provincia di Treviso. Ma chi lavora in aeroporto ha dovuto, in questi giorni, fare i conti con una situazione spesso al limite, come denunciato da molti passeggeri. Voli in ritardo, file per i controlli che si allungano a perdita d’occhio, proteste. Senza trascurare le condizioni della Noalese, dove il semaforo pedonale non riesce ad arginare il viavai di viaggiatori armati di trolley che fanno la spola tra i parcheggi e l’ingresso dell’aerostazione. L’iter di approvazione del progetto per l’ampliamento dello scalo si è arenato all’ultimo scalino, quello che sembrava una mera formalità dopo un percorso durato anni. Pochi giorni fa a Roma, al ministero per l’Ambiente, la scelta di rispedire indietro l’intero dossier, che ora tornerà all’attenzione della Commissione Via che l’aveva approvato (pur con qualche prescrizione) ad agosto. Ora è tutto (o quasi) da rifare, e il futuro del Canova è quanto mai incerto. —
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