L’addio a Bruno Cipolla tra le sue barche: «Ha portato il nome di Treviso nel mondo»
Giovedì al Dopolavoro Ferroviario il funerale laico dell’olimpionico di Messico ’68. Il cordoglio di Coni, Regione, Ca’ Sugana, Provincia, sportivi: «Una leggenda»

Il cordoglio del presidente del Coni, Luciano Buonfiglio («Che la terra ti sia lieve, Bruno»), a nome della Federazione e dell’intero sport italiano. Quello del vicepresidente federale, Fabrizio Quaglino («gravissima perdita di un amato campione olimpico»). E quello delle istituzioni, dal sindaco Mario Conte («Ci lascia un campione olimpico, simbolo del canottaggio e di un’intera epoca sportiva, un uomo che ha segnato la storia sportiva della nostra città»), al presidente della Regione, Alberto Stefani («Un grande veneto che passerà alla storia come il più giovane oro olimpico italiano, non ancora sedicenne»).
Vastissimo il cordoglio per la scomparsa, domenica a 73 anni, di Bruno Cipolla, timoniere del “due con” medaglia d’oro alle Olimpiadi 1968 di Città del Messico, con Primo Baran e Renzo Sambo, e poi allenatore, psicologo dello sport, politico impegnato per la città. «Una straordinaria medaglia d’oro che ha portato il nome di Treviso nel mondo», sottolinea Conte, «Ma anche riferimento costante per il canottaggio e per tanti giovani atleti, sia con la Canottieri che con gli Ospedalieri».
E il politico: «Ha dedicato energie e competenze anche a vita pubblica e formazione, sempre con uno spirito di servizio autentico verso la città, lo sport e la sua diffusione». Il suo vice Alessandro Manera, assessore allo sport, scrive: «Buon viaggio Bruno e grazie di aver sempre dato lustro alla nostra città, grazie al tuo grande cuore».
Anche il capogruppo FdI in Regione, Claudio Borgia, abbraccia i familiari e chi gli ha voluto bene: «Inimitabile, era semplicemente un grande, nello sport e nella vita; un orgoglio per tutto il Paese». E ne ricorda l’impegno politico: «Militante storico della destra trevigiana, uomo libero, fuori dagli schemi, coerente con i suoi ideali, sempre presente: ciao Bruno».
Il capogruppo meloniano ai Trecento, Guido Bertolazzi, parte del rientro del giovanissimo campione nel ’68: «Quel pomeriggio c'ero anch'io alla stazione stracolma di gente, non si camminava nemmeno. Ero sul parapetto del sottopassaggio, “bruciai” la lezione di latino...Tutta Treviso lì, entusiasmo alle stelle, cori, applausi poi ecco il treno e scesero... “Primo, Renzo e Bruno medaglia d'oro nel canottaggio alle Olimpiadi”. E Treviso in cima al mondo, grazie a voi! Ciao Bruno, fa buon viaggio lassù».
Dalla Provincia – lì Cipolla ha lavorato per decenni – scrive l’ex dg Carlo Rapicavoli: «A ricordo come atleta olimpionico aggiungo il mio personale come collega, soprattutto negli ultimi anni del suo servizio, a curare le attività formative per i dipendenti, in piena sintonia. Sono vicino a familiari, amici e persone a lui più care».
Nell’esprimere il cordoglio della Regione, Stefani sottolinea come «il lutto sia ancora più significativo in questi giorni in cui anche il Veneto ospita le Olimpiadi», e ritrae Cipolla «testimone di quel Veneto che negli anni ’60 aveva appena iniziato un grande cammino di progresso economico e sociale, trovando la forza nelle sue radici ma anche nell’affermazione internazionale dei suoi sportivi, veri simboli identitari della volontà di questa terra».
E poi il suo percorso: «Ha dimostrato come l’attività agonistica potesse essere anche una scuola di servizio alla società, partecipando alla vita della comunità; oltre al ricordo di un grande impegno sportivo e civico, resterà l’esempio di passione e determinazione che può ispirare i giovani».
E omaggia Cipolla anche Alessandra Patelli, ex azzurra, ultima trevigiana a partecipare alle Olimpiadi nel canottaggio (Rioe Tokyo): «Una fucina di idee e proposte, fino all’ultimo mandava messaggi ed esortava a partecipare ai corsi», scrive, «Il canottaggio è stato il suo mondo fino alla fine. Ho avuto la fortuna di conoscere meglio Bruno negli ultimi anni, quando ho iniziato a frequentare gli Ospedalieri. Una figura importante per i nostri corsi e il progetto sport-terapia integrata».
Giovedì l’addio: alle 10 la camera ardente alla sala funeraria Cof, alle 10.45 il corteo verso il Dopolavoro Ferroviario, per il rito laico. La famiglia ringrazia, per la vicinanza e la sensibilità, il reparto di Terapia Intensiva e Rianimazione dell’ospedale di Oderzo.
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