Addio alla chiesa “a piramide”: Giavera demolisce il tempio Regina Pacis

GIAVERA. Demolire il Tempio Regina Pacis, la chiesa chiamata anche la “Piramide” per la sua forma, che si trova in centro a Giavera. E costruire al suo posto un’altra chiesa, in un sedime diverso, riqualificando tuta quell’area centrale. È l’ipotesi a cui si sta lavorando a Giavera: per consentire ciò, il consiglio comunale ha modificato il grado di protezione della chiesa, altrimenti poteva solo essere costruita sullo stesso sedime.
L’inagibilità
La chiesa è da tanti anni parzialmente inagibile per problemi strutturali e ora la parrocchia ha maturato la convinzione di intervenire su tutta l’area, demolendo quella chiesa che non può essere utilizzata e costruendone un’altra. Nel frattempo viene usata la chiesa storica di Giavera, quella che si trova sulle prime pendici del Montello, accanto al Cimitero degli Inglesi. L’istanza da parte del parroco, don Narciso Bernardis, era arrivata i primi giorni dello scorso dicembre e il consiglio comunale ha provveduto subito a modificare il grado di protezione del Tempio Regina Pacis per dar modo al parroco di procedere.

La parrocchia ha fatto presente che intendeva riqualificare tutta l’area di sua proprietà, costruendo una nuova chiesa dopo aver demolito quella esistente e il Comune ha fatto i suoi passi. «Di quella chiesa viene utilizzata solo la cripta – spiega il sindaco Maurizio Cavallin – perché la parte sopra non è agibile, anzi non ha mai avuto l’agibilità. L’intenzione della parrocchia, sotto la vigilanza della Curia e del Comune, è di demolire il Tempio Regina Pacis e di costruire una nuova chiesa però non dove si trova l’attuale, in modo da riqualificare tutta l’area. Non so in che tempi questo potrà avvenire, però la strada è questa».
La storia
Insomma dopo tanti anni di inagibilità è decisa la fine della “Piramide”, la cui costruzione risale ai primi anni Settanta, ma fin da subito erano emersi problemi, tanto che sia il Genio civile che la parrocchia dei Santi Giacomo Maggiore Apostolo e Cristoforo avevano fatto fare verifiche sulla staticità della chiesa e i risultati erano stati sconfortanti.
Era emerso dalle perizie effettuate che le pareti della chiesa potevano flettersi verso l’interno, inoltre i lastroni laterali erano ritenuti troppo pesanti. Così ancora nel 2000 l’allora parroco aveva deciso di non far correre rischi ai fedeli, il Tempio Regina Pacis era stato chiuso alle funzioni e quel che poteva essere fatto in scala ridotta veniva effettuato nella cripta e le messe erano state spostate nella storica chiesa sul Montello. Da allora sono passati una ventina di anni, gli alpini hanno continuato a ritrovarsi presso quel tempio per ricordare la battaglia di Nikolajevka, ma la Regina Pacis ha continuato a essere transennata per i suoi problemi di staticità.
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