Abiti usati e giochi riciclati: a Treviso il negozio che aiuta le famiglie

La merce di marca invenduta viene regalata dopo un anno. Alice Canetto, titolare di Baby Boom in via Canova: «I clienti ora spendono meno»

Costanza Valdina
Il negozio d’usato Baby Boom in via Antonio Canova in centro a Treviso.
Il negozio d’usato Baby Boom in via Antonio Canova in centro a Treviso.

A chi passa in via Antonio Canova, verso l’ora di pranzo, sarà forse caduto l’occhio su una cesta colma di giocattoli, vestiti e libri in omaggio. Alice Canetto raccoglie tutta la merce invenduta dopo dodici mesi e la espone sulla soglia del suo negozio di usato Baby Boom.

«Così chi ne ha bisogno può portarla a casa senza troppe esitazioni», spiega. Qualche settimana fa un gruppo di operai, impegnati in un cantiere poco lontano, hanno approfittato della pausa pranzo per recuperare qualche giocattolo gratis per i figli, uno sfizio che altrimenti non si sarebbero potuti permettere.

Il negozio di Alice è un piccolo osservatorio sul mondo della famiglia e sulle difficoltà economiche che sta attraversando. Negli ultimi dieci anni l’inflazione ha eroso i redditi nella Marca: l’aumento delle entrate pro capite è stato di fatto annullato dall’innalzamento dei prezzi. E ad accusare i colpo, in primis, sono proprio i nuclei più numerosi.

La compravendita

Biciclette, giochi da tavolo, passeggini, peluche, scarpe, abbigliamento premaman, articoli sportivi, zaini, seggiolini. Da Baby Boom c’è tutto ciò che è utile a mamme e bambini, dalla gravidanza ai 12 anni. A patto che si tratti di merce usata, di marca e in ottime condizioni. Ogni articolo viene messo in vendita a un prezzo concordato, che non supera mai la metà rispetto al nuovo.

Eccetto alcuni con cifra fissa come le Barbie a sette euro o i puzzle a cinque. Dopo dodici mesi, la merce non ritirata viene automaticamente donata a enti o associazioni benefiche del territorio. O a chi passa per strada.

«Negli ultimi due anni, il calo è tangibile», osserva Alice, «i clienti non mancano, ma spendono un quarto rispetto a prima. Non di rado mi chiedono di mettere da parte gli articoli in attesa che arrivi lo stipendio. Per non parlare di chi, per paura di non farcela, si trova costretto a rinunciare a fare figli».

La clientela

Alice ha due bambini e non ha potuto fare a meno di notare l’aumento dei prezzi degli articoli del mondo dell’infanzia. «Mi piace pensare di poter aiutare le mamme in difficoltà, soprattutto quelle alle prime armi che si affacciano a questa fase della vita con qualche preoccupazione», continua.

«Il negozio è frequentato da molte famiglie trevigiane che, pur dovendo fare più attenzione al portafoglio, non vogliono rinunciare alla qualità. Quelle straniere, spesso più numerose, arrivano invece nella speranza di trovare articoli a prezzi accessibili».

Il presidio per le famiglie

La storia di Baby Boom era iniziata quindici anni fa in via Roggia, Alice ha rilevato l’attività nel 2024 dopo il trasferimento in via Antonio Canova.

«Mi sono avvicinata a questa realtà come cliente e ho deciso di raccoglierne il testimone per mantenere vivo questo circolo virtuoso del riciclo», ammette, «neppure la pandemia ha interrotto l’attività: anzi, è stata l’occasione per imbastire il sito web».

Ogni articolo presente in negozio è fotografato ed esposto nella vetrina digitale. «Ma la vendita, salvo alcune eccezioni, avviene dal vivo», conclude, «ormai l’online è predominante, anche nel settore dell’usato, ma vorrei che questo luogo restasse un presidio fisico in cui mamme e bambini possano sentirsi accolti». 

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