A Treviso i parchi commerciali raddoppiano la superficie

Ascom Treviso striglia i sindaci: «Ingolositi dagli oneri di urbanizzazione, ci ripensino»
Allegranzi San Fior Inaugurazione supermercato Mega
Allegranzi San Fior Inaugurazione supermercato Mega

TREVISO. La Marca assediata dai centri commerciali: sommando alle aree di vendita esistenti quelle che sono in fase di approvazione o costruzione, e che quindi saranno inaugurate nei prossimi anni, la superficie dedicata alla grande distribuzione raddoppierà, o quasi. Raggiungendo la media record di 811 metri quadrati ogni mille abitanti, la più alta del Veneto, dove si assesta a quota 543. Una densità di superfici di vendita che ha costretto Ascom a strigliare i sindaci: «Adesso basta», ha tuonato ieri il presidente di Confcommercio Treviso, Renato Salvadori, «tutti vogliono il grande centro commerciale nel proprio Comune, magari per incassare qualche onere di urbanizzazione, senza pensare alle conseguenze future». Intanto i piccoli commercianti, per battere i giganti, scelgono di scommettere sull’e-commerce.

Ferrazza Signoressa cantiere lungo la statale Feltrina
Ferrazza Signoressa cantiere lungo la statale Feltrina


Un centro commerciale ogni quattro Comuni. Ascom ha fotografato la situazione attuale: sono 21 i centri o parchi commerciali su un’area di 24 Comuni (su 95 dell’intera provincia), per un totale di circa 310 mila metri quadrati. Accanto a questi, tuttavia, ce ne sono altri 222 mila in fase di ampliamento, da costruire o da riqualificare. L’area commerciale più grande è quella di San Biagio di Callalta: 32 metri quadrati di Tiziano, Leroy Merlin, Decathlon, Mediaworld, Conbipel; la più recente è a San Fior, 22.500 metri quadrati di Parcofiore più altri 10 mila di Bricoman che sorgeranno a breve. Situazione assai meno florida per il commercio tradizionale, che in provincia ha perso 232 sedi d’impresa nel corso del 2016: il tasso di sopravvivenza a cinque anni delle nuove imprese è del 50 per cento, una su due quindi chiude poco dopo l’inaugurazione.



Aspettando la Pedemontana. I nuovi centri commerciali, ha spiegato Ascom, stanno facendo letteralmente la fila per aprire. In rampa di lancio c’è Hill Montello, a Montebelluna, che aspetta “solo” la relativa uscita della Pedemontana. Spingono forte anche l’area dello sport a Cornuda (dove ci sono già sei punti vendita tematici in una zona ristretta), l’area del fast food all’uscita dell’A27 di Silea, le due Strade Mercato: Strada Ovest a Treviso (arredo e casa), e la Pontebbana (centro commerciale diffuso, con la Sme di Susegana punto focale). Oggi la densità è di 349,69 metri quadrati ogni mille abitanti, salirà a quota 811,66 aggiungendo le superfici in fase di approvazione e quelle dei centri confinanti che comunque richiamano clienti dalla Marca (il Grifone e Tosano di Bassano, il Valecenter di Marcon, la Nave de Vero di Marghera, l’Auchan di Mestre, gli outlet di Noventa di Pive e di Palmanova).

Tirata d’orecchi ai sindaci. Ma perché la Marca si è saturata fino a questo punto? «Evidentemente abbiamo avuto sindaci lungimiranti», risponde sarcastico Salvadori, «che hanno pensato di risollevare i loro territori aprendo dei colossi del commercio, convinti che si potesse vivere solo di oneri di urbanizzazione. Anche se poi, in molti casi, questi sono rimasti deserti». L’appello è perché le amministrazioni ripensino le dinamiche che finora hanno guidato le loro scelte: «I sindaci dovrebbero essere i giardinieri del territorio, gli imprenditori non vanno stancati. E se uno su due molla entro i primi cinque anni, significa che i segnali ci sono. Questo non vuol dire che sia ora di recitare il funerale delle piccole botteghe: con competenza, qualità e modernità sono pronte a fare la loro parte anche in futuro».

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