L’oca, i quattrini e fagioli “gialet”

La ricorrenza di San Martino  celebrata dalla cucina di Nino Baggio chef patron della Locanda al Casonetto di Asolo
Ferrazza Asolo loc Casonetto ristorante Nino Baggio con la moglie Antonietta Ferrazza Asolo loc Casonetto ristorante Baggio
Ferrazza Asolo loc Casonetto ristorante Nino Baggio con la moglie Antonietta Ferrazza Asolo loc Casonetto ristorante Baggio

La ricorrenza di San Martino, molto sentita nei centri rurali da sempre (spartiacque tra le annate agricole), ha una sua consolidata tradizione anche nella preparazione di piatti in cui si “sacrifica” l’oca, animale da cortile che nella cucina d’autunno ha un ruolo predominante per la succulenza delle carni. Nino Baggio, chef patron della bella Locanda Baggio al Casonetto di Asolo, di ritorno dal Salone Terra Madre di Torino dove ha cucinato per Slow Food, si allinea alle usanze culinarie di San Martino e martedì 11 novembre (ore 20) presenta, seguito in sala dalla signora Antonietta (entrambi in foto), un menu con il prelibato pennuto, memore del detto “chi non mangia l’oca a San Martino, non vede il becco di un quattrino”. I piatti preparati sono quanto di più tipico richiede l’occasione, ma con qualche “inserto” creativo: oca in porchetta e radicchio Treviso poesia; fagioli gialet del presidio Slow Food, orzo perlato e ciccioli d’oca; oca ’rosta di San Martino con pane all’arancio e sedano ghiacciato. Costo 40 euro, vini esclusi, prenotazioni telefono 0423.529648.

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