Allagamenti, Manildo attacca la Lega

I ricorrenti allagamenti di quartieri di Treviso in occasione di acquazzoni più intensi del normale sarebbero in larga misura riconducibili a «nuove lottizzazioni», sostiene il sindaco Giovanni...
AGOSTINI TREVISO MALTEMPO, IN FOTO LA ROTONDA DELLA TANGENZIALE VERSO L'AEREOPORTO ALLAGATA
AGOSTINI TREVISO MALTEMPO, IN FOTO LA ROTONDA DELLA TANGENZIALE VERSO L'AEREOPORTO ALLAGATA

I ricorrenti allagamenti di quartieri di Treviso in occasione di acquazzoni più intensi del normale sarebbero in larga misura riconducibili a «nuove lottizzazioni», sostiene il sindaco Giovanni Manildo, autorizzate da «ex amministratori leghisti», ha aggiunto, «che ci hanno consegnato una città senza una rete fognaria adeguata e altamente cementificata».

Manildo lo ha affermato intervenendo sulla discussione in atto in città dopo gli allagamenti registrati più volte la scorsa estate in alcune aree della prima periferia di Treviso. «Dobbiamo invertire la rotta. Dopo anni di sfruttamento del territorio», ha proseguito il primo cittadino, «la città non ce la fa più». L’amministrazione intende «condurre delle indagini più approfondite che consentiranno di censire i corsi d’acqua e studiare delle misure di intervento più adeguate. Il nuovo piano degli interventi, che contiene regole e strumenti nuovi andrà a sostituire il Piano regolatore generale».

Il sindaco parla con i numeri: «6300 scarichi già puliti, come previsto nel contratto stipulato con Contarina, da marzo ad oggi. Risultato: una programmazione seria che porterà alla pulizia di tutti i tombini della città entro la fine del prossimo anno. Prima il numero di tombini puliti in un anno arrivava al massimo a 300. Per quanto riguarda gli sfalci dell’erba è bene ricordare che esiste un calendario puntuale che l’amministrazione definisce ogni quindici giorni». Intanto il sindaco Manildo e l’assessore Ofelio Michielan stanno continuando a lavorare insieme ai tecnici comunali a un dossier contente tutte le criticità e tutti i mancati lavori che la passata amministrazione ha consegnato in eredità al nuovo governo cittadino.

Anche Luigi Calesso, Impegno Civile, accusa le precedenti amministrazioni leghiste per quanto sta accadendo. «Le reazioni agli allagamenti di lunedì sera in città», spiega, «mettono in evidenza, in particolare, due aspetti: la consapevolezza degli abitanti in alcune zone della città (in particolare in quella di via Ghirada) che nelle aree a rischio idraulico non andava consentita la realizzazione di garage e piani interrati; e la mancanza a Treviso di un adeguato progetto di ripristino dell’equilibrio idrogeologico del territorio che permetta di intraprendere una serie di azioni strutturali. Le amministrazioni leghiste si erano dotate di un “piano acque” inadeguato rispetto alle esigenze e di cui, comunque non siamo riusciti a vedere gli effetti nonostante siano passati più di 9 anni da quand’è stato commissionato».

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