Il territorio ferito e sfruttato

Il torrente Lierza già teatro di cedimenti, allagamenti e smottamenti. Un'emergenza continua che negli ultimi anni è andata crescendo

Le colline dell’Alta Marca, tra incuria dei boschi e massicci sbancamenti per l’impianto intensivo di nuovi vigneti di prosecco, sono un territorio fragilissimo e complesso, che troppo volte negli ultimi anni è stato segnato da smottamenti di strade, frane di terreni ed esondazioni di torrenti che hanno trovato il percorso bloccato da massi e terreno franato. Solo nel febbraio scorso, sempre a causa di piogge abbondanti, già il paese di Refrontolo era stato messo in allarme da tre frane, di cui due di grosse dimensioni, che incombevano proprio sulla zona a più forte richiamo turistico: il Molinetto della Croda e la caratteristica cascata alimentata dal torrente Lierza. I cedimenti della collina sei mesi fa avevano sbarrato il flusso del corso d’acqua. Il Lierza era esondato allagando anche il parcheggio del Molinetto. Fango e detriti avevano causato a febbraio la piena del torrente ed era intervenuto il Genio civile per liberare il corso del torrente. Ma altri 500 metri cubi di terreno avevano poi tappato il Lierza a valle. Claudio Lucchet, allora assessore assicurava il continuo monitoraggio di tutte le zone «che possono esserea rischio». Il vicesindaco, Mauro Canal, all’inizio dello scorso febbraio, dichiarava : «Ma per il capannone della Pro Loco non c’è un problema sicurezza».

Sabato sera, invece, un mare di fango e acqua si è rovesciato sull’area seminando terrore e morte.

Gran parte della Pedemontana trevigiana è in stato di “default” da anni, a causa di frane continue ed esondazioni di torrenti che ad ogni “stagione delle pioggie” escono dal loro letto anche a causa dell’erosione delle sponde. Uno dei opunti più critici, oltre al Lierza, è il torrente Soligo, le cui sponde naturali in passato hanno ceduto in più punti, causando allagamenti nei centri abitati di Pieve di Soligo e Solighetto. Negli ulti anni sempre più frane hanno segnato le colline, minacciato abitazioni, travolto coltivazioni e vigneti, causate dalle esondazioni dei corsi d’acqua e dal cedimento di terreni senza più alcuna tenuta. I comuni di Follina, Refrontolo, Tarzo, Cison di Valmarino, Farra di Soligo ed altri della fascia collinare tra Vittorio Veneto e Valdobbiadene sono stati colpiti da frane, più o meno di grosse dimensioni. La zona attorno al Molinetto della Croda, un importante patrimonio culturale ed ambientale, negli anni è stata più volte messa in pericolo dalle esondazioni del Lierza . Il fiume a carattere torrentizio è lungo 19,5 km e appartiene al bacino idrografico del Piave. Le sue sorgenti sono ad Arfanta (Tarzo) e Rolle (Cison di Valmarino); attraversa una delle valli di maggior rilievo paesaggistico, alimentando in passato la ruota del Molinetto della Croda, monumento della storia rurale dei colli trevigiani. Lambisce poi la parte orientale di Pieve di Soligo, toccando i confini nord del comune di Susegana e confluendo nel fiume Soligo, di cui è il maggiore affluente, presso il confine tra la frazione di Barbisano (Pieve di Soligo) e quella di Collalto (Susegana), dove, lungo il tratto che costeggia Villa Toti, residenza della soprano Toti dal Monte, forma una sorta di piccolo canyon, detto Crode del Pedrè, reso famoso dai versi del poeta Andrea Zanzotto[

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso