Niente multe a chi pagherà in ritardo
Schiaffo del governo Renzi ai Comuni che, come Treviso, hanno fissato le aliquote Tasi entro maggio: il termine per il versamento della prima rata della tassa non slitterà, resta quello del 16 giugno. Improrogabile, pena una sanzione aggiuntiva per i ritardatari. L’appello di Manildo è quindi caduto nel vuoto. Ma il sindaco di Treviso rilancia: «Fino ai primi di luglio il Comune di Treviso, grazie ai poteri che ci dà lo statuto del contribuente, non farà pagare multe a chi verserà la Tasi dopo il 16 giugno».
Insomma, le migliaia di famiglie del capoluogo che ad oggi non hanno ancora calcolato la tassa, e che a frotte ogni giorno assaltano gli sportelli comunali, avranno a disposizione almeno altre quattro settimane, non più una sola. Altrimenti, e Manildo l’ha capito, scoppierebbe un caos ingestibile. La controffensiva di Manildo - ma lo aveva anticipato la Lega, chiedendo appunto la sospensione delle multe per i ritardatari - è scattata dopo che ieri il consiglio dei ministri ha gelato le aspettative di Ca’ Sugana e di tutti gli altri Comuni che, rispettando la legge, sono riusciti a fissare le aliquote Tasi entro la fine di maggio. Mentre, beffa delle beffe, i residenti di quei Comuni che non hanno ancora fissato l’aliquota o l’hanno fatto a giugno, potranno pagare l’imposta a ottobre. Ecco perché, per evitare la palese ingiustizia, l’amministrazione Manildo si era rivolta giorni fa al governo Renzi per chiedere per i Comuni “virtuosi” uno slittamento ai primi di luglio, abbinandolo al Modello Unico. Niente da fare: i Comuni “virtuosi”, per il governo, ora hanno una sola settimana di tempo per aiutare i loro cittadini a calcolare la Tasi se, come a Treviso, nelle case sono arrivati sì i bollettini ma senza importo. Una corsa contro il tempo. Tanto che anche Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, tuona contro la decisione del consiglio dei ministri puntando a seguire la strada di Manildo: «Per rimediare a questa inaccettabile stortura, presenterò un emendamento per proporre al Parlamento, in ottemperanza allo statuto del contribuente, che non siano addebitati sanzioni o interessi in caso di versamenti errati o oltre i termini». Il fatto è che i bollettini come quelli del capoluogo contengono solo il modello F24 da compilare scrivendoci le rendite catastali dell’abitazione, e perdipiù sono arrivati nelle case solo da una decina di giorni, quindi sono ancora migliaia le famiglie che devono calcolare l’imposta: prima dovranno fare una coda interminabile all’uffico Tributi dell’Appiani o allo sportello Tasi di Ca’ Sugana - sempre che non la calcolino sul sito internet del Comune, da sole, o inviando una mail ai Tributi - poi dovranno andare in banca o alle Poste per il versamento. Altra beffa, il consiglio dei ministri ha detto: per la Tasi 2015 i bollettini comunali dovranno riportare anche l’importo. La Lega sbotta: «Ca’ Sugana non poteva già mettere quest’anno l’importo? Comunque, nonostante i proclami di Manildo sulla possibilità di prorogare la Tasi», dice il consigliere Mario Conte, «ecco arrivare la smentita dal consiglio dei ministri. Renzi ha voltato le spalle a Manildo, e i cittadini ne pagheranno le conseguenze, costretti in pochi giorno a calcolare e pagare la tassa».
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