Bollettini per la Tasi, rivolta in Consiglio

L’assessore Alessandra Gazzola finisce sul banco degli imputati. Ieri sera in consiglio comunale la gestione della Tasi, con gli avvisi in bianco recapitati a tutti trevigiani, ha portato nuove critiche all’assessore al Bilancio. Anche dalla maggioranza.
«Ho altre due proprietà di famiglia ad Altivole e a Paese, e a casa mi sono arrivati gli F24 con la cifra da pagare», ha esordito Antonella Tocchetto (Pd). Da ieri pomeriggio nel sito del Comune di Treviso si può utilizzare il software per calcolare la Tasi da corrispondere. «Ma non basta il sito», ha aggiunto Tocchetto, «non tutti, come gli anziani, lo sanno usare. Dovremmo mandare una nuova lettera alle famiglie per dire che c’è questa possibilità e spiegare come si può utilizzare il software. I bollettini in bianco hanno destabilizzato molte famiglie». Ma il caos è doppio. Perché, se da una parte i cittadini non sanno che fare, ma in qualche modo con i Caaf o i commercialisti possono risolvere ogni cosa, c’è chi abita in alloggi comunali. «E in questo caso Ca’ Sugana non fornisce le rendite catastali», sostiene Sandro Zampese (Lega). «Gli utenti sono stati mandati all’Ater, che non riesce a ottenere i dati dal Comune. Inoltre rischiano di paralizzare i Caaf che si trovano dall’oggi al domani con questa nuova incombenza. Avevamo chiesto di non mettere questa gabella. Quasi tutti gli altri Comuni forniscono ai cittadini il bollettino con l’importo. Non si capisce perché a Treviso non sia stato fatto».
Ma per l’assessore Alessandra Gazzola sono gli altri municipi ad avere sbagliato, il che potrebbe portare a un danno economico per i residenti. «Nessun ente ha a disposizione la banca dati aggiornata delle rendite catastali. Né noi né gli altri. Quindi il rischio è di mandare i bollettini con la cifra sbagliata. Secondo me hanno fatto male gli altri comuni, perché i cittadini si potrebbero trovare con una sanzione per aver pagato la cifra sbagliata». Ma da ieri questa cifra è ricavabile con il software; quindi o i dati su cui si basa sono stati aggiornati, (e se lo sono perché non si è aspettato a mandare i bollettini?) o sono sbagliati. Insomma un bel caos.
Alpini. Ieri, dopo le pressioni che corrono sottotraccia già da mesi, il consiglio comunale e gli alpini hanno ufficializzato la richiesta di ospitare l’adunata nazionale del 2017 a Treviso, a 23 anni di distanza dall’ultima volta. I consiglieri hanno approvato la richiesta all’unanimità. «Il Comune ora sia pronto a metterci i soldi», ha tuonato Gentilini. Il responso arriverà a settembre 2015.
Treviso sotterranea. Tra alcuni mesi una nuova Treviso sarà aperta a tutti i cittadini. L’annuncio è arrivato dal consigliere Domenico Zanata e dall’assessore alla Cultura, Luciano Franchin, che stanno lavorando a un progetto per aprire alcuni sotterranei delle mura. Si tratta dei cunicoli e delle stanze sotto le porte Santi Quaranta e San Tomaso e nel torrione di Santa Sofia, scoperti dall’architetto Giorgio Fantin e da Giorgio Garatti una trentina di anni fa. A gestire ingressi e uso sarebbe l’associazione Treviso Sotterranea: «Una volta messi in sicurezza diventeranno un fiore all’occhiello della città», ha concluso Franchin.
Registro coppie di fatto. Daniela Zanussi, dell’ala cattolica della maggioranza, apre al registro delle coppie di fatto proposta dall’assessore Cabino: «Si tratta di un atto amministrativo, che non intendo caricare di valore ideologico e simbolico. E’ un gesto inclusivo», ha ricordato, «rispetto a realtà di fronte alle quali l’amministrazione comunale non può chiudere gli occhi. Non serve a costituire nuove famiglie. Pertanto non vanno scomodate questioni di coscienza».
Federico Cipolla
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