Il distretto sanitario resterà in centro storico

Camolei: «La vendita di Borgo Cavalli non prevede traslochi nel nuovo ospedale» Con l’Usl 9 si cercherà un edificio alternativo. In pole palazzo Moretti ed ex Eca
Di Alessandro Zago
TREVISO 26/10/05 PARCHEGGI BORGO CAVALLI parcheggi borgo cavalli
TREVISO 26/10/05 PARCHEGGI BORGO CAVALLI parcheggi borgo cavalli

Il distretto sanitario dell’Usl 9, oggi a Borgo Cavalli, resterà in centro storico per quanto riguarda il servizio di prenotazione delle visite, i prelievi e gli esami del sangue, le visite specialistiche del suo poliambulatorio e oggi anche del consultorio. Parola della giunta comunale. Insomma: il nucleo sanitario non uscirà dalle mura, mentre gli uffici amministrativi e la sede legale dell’Usl 9, fino a poco tempo fa a Borgo Cavalli, sono già passati a villa Carisi. «Ma il nucleo sanitario del distretto non lascerà il centro», annuncia l’assessore all’Urbanistica Paolo Camolei.

E già si lavora per trovare una sede alternativa: in ballo la riqualificazione di palazzo Moretti e della vicina ex Eca di piazza Pio x, ma c’è chi preferirebbe puntare sull’ex sede della Provincia di viale Battisti, anche se ormai destinata a diventare edificio residenziale.

Ma la cosa importante è che il distretto socio-sanitario non lascerà il centro. Non verrà cioé trasferito nella futura Cittadella della Salute, ossia in seno all’ampliamento del Ca’ Foncello, come ipotizzato dalla stessa Usl 9 e fortemente temuto dai capogruppi della maggioranza in consiglio comunale, pronti addirittura a votare contro la variante necessaria per assegnare i lavori del nuovo ospedale. Pronti a mettere all’angolo l’assessore all’Urbanistica Camolei - strenuo difensore della variante - perché contrari all’impiego di maggiori cubature per la già imponente Cittadella proprio nel caso in cui il nuovo ospedale debba comprendere anche il distretto. Preoccupa anche la eccessiva vicinanza, secondo i capigruppo, dei nuovi edifici alle rive del Sile. Ma soprattutto il sistema di finanziamento dell’opera. Ma se la variante urbanistica del nuovo ospedale (che prevede l’abbattimento e la ricostruzione di villa Olivotti e la ex Veltreco) verrà bocciata oggi dai capigruppo di Treviso Bene Comune in una riunione con il sindaco Manildo e il direttore generale dell’Usl 9 Giorgio Roberti ma soprattutto nel prossimo consiglio comunale, allora salterà l’intero progetto. E comunque se si arriverà a metà ottobre senza l’affidamento dei lavori, andranno in fumo i 50 milioni di euro che il ministero ha stanziato per l’opera, un quinto della spesa totale.

Il clima è rovente, a Ca’ Sugana: da una parte la giunta Manildo propensa ad accelerare la pratica, dall’altra la maggioranza, scettica. Anche per questo, martedì c’è già stato un incontro a tre fra Manildo, Camolei e Ruberti, che ha avuto un doppia risultato: l’Usl 9 si è detta pronta a dare ulteriori rassicurazioni e aperture sulle fasce di tutela ambientale del nuovo ospedale; ma ha anche ribadito, come aveva già annunciato giorni fa - spiegando che la cubatura in più per la Cittadella è destinata all’eventuale costruzione del distretto oggi a Borgo Cavalli, edificio che deve essere venduto insieme ad altri per finanziare il nuovo ospedale - di essere pronta a mantenere i servizi del distretto in centro, a patto però che il Comune trovi uno stabile alternativo. Bene: si sta lavorando in questo senso.

«Nessuno ha mai detto che il distretto socio-sanitario oggi a Borgo Cavalli debba per forza di cose traslocare nella futura Cittadella della Salute del Ca’ Foncello», scandisce Camolei, «È solo una ipotesi, ma non prioritaria e comunque slegata alla nascita del nuovo ospedale. E infatti il Comune farà in modo che il distretto resti in centro storico. Invito tutti a bersi una camomilla: non stiamo parlando di bazzecole, ma del nuovo ospedale di Treviso. Spiegheremo tutto quello che c’è da spiegare, adotteremo le cautele del caso. Ma il nuovo ospedale è un treno che non possiamo perdere».

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