«Stop al ticket per entrare in centro»

Mauro accusa: «Strano piano per telecamere ai varchi». Pimpolari: «Servono solo a eventuali Ztl, niente pagamenti»
PUCCI TREVISO MANIFESTAZIONE ARTIGIANI IN PIAZZA DEI SIGNORI, IN FOTO ANDREA ZANCHETTA USARCI MANIFESTAZIONE ARTIGIANI IN PIAZZA DEI SIGNORI
PUCCI TREVISO MANIFESTAZIONE ARTIGIANI IN PIAZZA DEI SIGNORI, IN FOTO ANDREA ZANCHETTA USARCI MANIFESTAZIONE ARTIGIANI IN PIAZZA DEI SIGNORI

Rimbalza da Facebook l’ultimo scontro elettorale sul centro storico e sul tema delle pedonalizzazioni.

Beppe Mauro, candidato sindaco di Grande Treviso e Fare Treviso Futura, attacca la giunta da cui è uscito tre mesi fa (non senza rompere anche con il Pdl): «Dico no al centro storico a pagamento».

Un ticket per entrare a Treviso, riservato ai non residenti, sul modello di Londra e Milano? Mauro, che in giunta c’è stato per oltre 4 anni e mezzo, si chiede causticamente su Facebook: «Non è che il leghisti stiano pensando di mettere il pedaggio al centro?». E lo fa dopo aver letto che l’assessore Zugno ha proposto nei giorni scorsi di aprire il varco di porta Carlo Alberto, consentendo ai bus (come voleva già da tempo l’Actt) ma anche alle auto di attraversare l’incrocio e di entrare nel quadrante di Madona Grande anche dal varco interno, di fatto costruendo una bretella fra il Put e piazza Santa Maria Maggiore. Evidenti le istanze e le pressioni di un quartiere cui non è bastato evidentemente il mercatino del giovedì (peraltro fortemente voluto dallo stesso Mauro).

I bene informati dicono anche che il settore viabilità e Lavori Pubblici avrebbe bocciato l’idea. Troppo costosa, troppo importante, troppo rivoluzionaria per il Put, che si basa appunto sull’idea-perno della circolazione attorno alle mura, che non contempla attraversamenti frontali.

Ma non è questo il punto: Mauro è infuriato con la Lega, e per due ragioni, come spiega su Facebook. «La Lega copia le mie idee a pochi giorni dal voto, e soprattutto, ammette implicitamente di aver degradato Madona Granda, proponendo ora di riaprire l’asse da Est verso il centro, lungo viale IV novembre. Felice che la Lega scopra che le mie erano buone idee, ma c’è una cosa che deve preoccupare tutti i trevigiani: perché parla l’assessore alle Finanze, e non quelli alla Viabilità, all’Urbanistica? Zugno è competente sui parchimetri: ci sono implicazioni economiche anche rispetto al Trevisosta?».

Di qui le preoccupazioni di Mauro, che al cronista aggiunge: «Mi ricordo bene di un piano che contemplava varchi elettronici, con implicazioni sul controllo di chi doveva essere esonerato dal controllo...»

Pimpolari, assessore alla viabilità, smentisce ogni ipotesi di ticket: i varchi elettronici del piano sono esclusivamente per le Ztl e per particolari strade, come via Manin, dove si deve combattere l’inquinamento acustico. Dunque, secondo il piano di pedonalizzazione progressiva a suo tempo presentato da Zanini, i varchi potrebbero sorgere a San Francesco, per via Campana, e piazza San Vito, o in piazza Rinaldi. O ancora in future zone pedonalizzate part-time. Come via Sant’Agostino e parte di via Carlo Alberto nei weekend. Ma a prescindere che anche su queste due chiusure le polemiche non mancano, si è visto che Gentilini ha stoppato la pedonalizzazione di via Campana, con provvedimento autonomo. In questa situazione, chi può dire quale sia l’idea di pedonalizzazione del centrodestra, al di là dei programmi elettorali?

Un fattore depone per le telecamere di sorveglianza alle Ztl: il Comune non ha troppi vigili da destinare al controllo e potrebbe dunque ricorrere alla tecnologia per punire i trasgressori.

Dal canto suo anche Zugno nega ogni ipotesi di varchi all’esterno delle mura e di ticket: «La mia proposta nasceva come utente», sottolinea, «ed era in linea con quanto chiesto dall’Actt, che punta a risparmiare tragitti, percorrenze e dunque carburante. Pedaggi e ticket? Smentisco. I varchi sono previsti per le Ztl ».

Ma anche Mauro sembra certo. Chi ha ragione?

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