Carnielli, appello per non farla fallire

Sindacato e sindaco si rivolgono ai potenziali acquirenti «Solo il marchio fa gola? Ma c’è anche alta professionalità»

VITTORIO VENETO. Sono giorni decisivi per il futuro della Carnielli. È di ieri il disperato appello del sindacato, a cui si associano, da una parte, il titolare dell’azienda e, dall’altro, il sindaco della città di Vittorio Veneto. «Ci rivolgiamo agli imprenditori perché salvino dal fallimento la nuova Carnielli, che ha una situazione finanziaria grave, ma un mercato, quello del fitness, in crescita».

A rivolgersi agli investitori del territorio è Paolo Pagotto, segretario della Fiom, dopo aver incontrato Francesco Moretto, il titolare della storica azienda vittoriese, che gli ha confermato la trattativa per la vendita del marchio, ma non quella dell’azienda, che oggi dà lavoro a 15 addetti, di «altissima professionalità». I creditori della Carnielli, situata in via Menarè, a San Giacomo, hanno fatto bloccare il magazzino, per cui i dipendenti stanno lavorando in questi giorni a singhiozzo, e solamente per l’assistenza ai clienti.

«Se non si trova un acquirente, nei prossimi giorni i libri contabili saranno portati in tribunale. Il nostro obiettivo», puntualizza Pagotto, «è quello di evitare questa deriva, attraverso il concordato preventivo».

Moretto ha chiesto aiuto al sindacato e quest’ultimo ha fatto altrettanto con il sindaco di Vittorio Veneto, Gianantonio Da Re. «Convocherò al più presto un tavolo con tutte le parti interessate e con alcuni imprenditori vittoriesi, tra quelli che stanno sfidando la crisi con maggiore successo», assicura Da Re, «per concludere ogni possibile tentativo di vendita dell’azienda o, per lo meno, di ricollocazione delle sue alte professionalità».

Da Re ha anche lavorato nella Carnielli azienda storica, quella della famosa bicicletta “Graziella”. Moretto ha rilevato la Carnielli Fitness nel 2005, rilanciando l’azienda, dopo alcuni anni di fibrillazione, mantenendola protagonista nel mondo del fitness, attraverso in particolare la cyclette. Ma negli ultimi anni hanno preso il sopravvento le grandi reti commerciali, per cui la ditta di Vittorio Veneto si è trovata in difficoltà nella competizione globale. In molti vogliono il marchio, e di questo Moretto ha ricevuto attestazione in questi giorni, ma non lo stabilimento e la manodopera. Eppure, a detta anche dell’imprenditore, questo sarebbe davvero un gioiello. Di qui la mobilitazione anche del Comune, oltre a quella del sindacato.

«In queste condizioni l’attività di via Menarè può reggere soltanto per pochi giorni» insiste, nella sua analisi molto drammatica, il sindacalista Pagotto. «La trattativa che stiamo conducendo con l’azienda è disperata». Anche ieri si sono tenuti incontri a ciclo pressoché continuo, con i lavoratori, perché non cedano alla disperazione.

«E, in ogni caso, se l’azienda fosse destinata effettivamente alla chiusura», conclude il sindacalista, «sarà opportuno che vi si arrivi immediatamente, per non perdere l’opportunità degli ammortizzatori sociali».

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