Sgombero all'ex Telecom Sedici i ragazzi indagati

Sono già sedici i ragazzi del collettivo Ztl identificati dalla Digos e indagati dalla Procura di Treviso per il reato di occupazione. Altre 50 persone sono in via di identificazione. A tutti viene contestato l’articolo 633 del codice penale: «Invasione di terreni o edifici. Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a due anni o con la multa da lire duecentomila a due milioni».
L'operazione per liberare gli immobili di via Dandolo è scattata ieri. Due camionette della polizia in tenuta antisommossa in azione. All'interno solo cinque ragazzi.
Un blitz a sorpresa. Alle nove di questa mattina una delegazione del comitato dei garanti ha incontrato il prefetto e nella tarda mattina era atteso il colloquio telefonico tra l’avvocato Antonella Tocchetto (consigliere del Pd) e i legali della proprietà.
Si cercava una via di uscita per fermare lo sgombero. La posizione del collettivo era netta: «Trattiamo per restare, per portare avanti un’esperienza che ha regalato alla città uno spazio di vita vera, uno spazio culturale attivo, una valvola di sfogo per tante associazioni».
La linea è stata definita ieri nel corso della seconda gremitissima assemblea pubblica convocata dal Collettivo Ztl . «Ci riuniamo per confrontarci, perché questo è lo spirito di questa occupazione: dare alle persone uno spazio per discutere liberamente, cosa che il Comune non ha mai voluto fare».
Dopo lo sgombero gli occupanti e le persone solidali con loro, un'ottantina in tutto, si sono recati in corteo davanti al municipio.
Nel mirino proprio Ca’ Sugana, considerata la vera responsabile della procedura di sgombero visto che – secondo i colloqui con la proprietà – denuncia a parte, la Telecom non avrebbe fatto alcuna pressione per liberare lo stabile. «Siamo scomodi perché rappresentiamo un’alternativa vera e credibile» hanno ribadito ieri i membri del collettivo, del comitato garanti, perfino i tanti genitori dei ragazzi che da un mese occupano lo stabile e che ieri erano presenti per dare la loro solidarietà all’iniziativa. Attorno alla grande tavola rotonda della discussione tanti volti, tante speranze, timori per lo sgombero ma anche assoluta risolutezza: «Non ci alzeremo per lasciar passare chi ci sgombera. Dovranno faticare per portarci fuori uno a uno».
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