Il Consorzio lancia l’allarme Cinghiali devastano i pascoli

VALDOBBIADENE. L’allarme arriva dal consorzio di valorizzazione montana Monte Cesen: gruppi sempre più numerosi di cinghiali stanno devastando i pascoli dell’intero comprensorio. Negli ultimi decenni la specie animale si è diffusa considerevolmente, mutando il patrimonio faunistico e gli equilibri della flora del territorio. Italo Curto, presidente del consorzio, afferma: «Le innumerevoli segnalazioni inviate agli enti e agli organismi territoriali competenti in materia si sono tradotte soltanto in semplici sopraluoghi, ai quali non è susseguita alcuna iniziativa concreta per far fronte al problema. Nel 2003» continua Curto «il Consorzio ha sottoscritto un accordo trentennale con Veneto Agricoltura per la gestione delle malghe del Cesen attraverso un progetto di riqualificazione e tutela dei beni regionali. Ora, se gli organismi competenti non si attiveranno concretamente per questa causa, saremo costretti a recidere tale accordo». La situazione è preoccupante: gli alpeggi presentano una devastazione quasi totale. Inoltre anche la sicurezza delle persone (turisti e abituali frequentatori della montagna) è messa a repentaglio dall’aggressività dei cinghiali. Un’altra criticità è rappresentata dal rischio sanitario che corrono gli animali alpeggiati, in quanto i cinghiali spesso sono portatori di malattie e infezioni. «Anche i proprietari delle malghe, conclude Curto, sono coinvolti in questa causa. L’ipotesi di abbandonare l’attività nei prossimi anni si sta prospettando per loro come una certezza immediata». Deciso sulla questione anche il vicesindaco del comune di Valdobbiadene, Pietro Giorgio Davì: «L’amministrazione si impegnerà a segnalare la situazione alla Provincia e ad intervenire prendendo decisioni drastiche come la caccia selettiva. I cinghiali hanno una proliferazione massiccia, si corre il rischio che possano scendere più a valle. Non possiamo permettere che il patrimonio montano e le attività economiche ad esso collegate vengano così penalizzate».
Gianluca Renosto
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