Lampioni spenti anti crisi Nei quartieri sale la rivolta

Ieri sera affollata assemblea dei comitati civici: «A rischio la nostra sicurezza» Ma il sindaco Marzio Favero non molla: «Riaccendo solo alcuni incroci»
Lampioni al tramosto sullo sfondo della cupola di San Pietro, Roma, 13 gennaio 2011. Sono iniziati nella Basilica di San Pietro i lavori per accogliere nella destra della navata centrale le spoglie di Giovanni Paolo II che saranno traslate dalle Grotte vaticane e collocate in una tomba solenne all'interno della Cappella di San Sebastiano. Dopo, naturalmente che il papa polacco sarà proclamato beato. ANSA / ALESSANDRO DI MEO
Lampioni al tramosto sullo sfondo della cupola di San Pietro, Roma, 13 gennaio 2011. Sono iniziati nella Basilica di San Pietro i lavori per accogliere nella destra della navata centrale le spoglie di Giovanni Paolo II che saranno traslate dalle Grotte vaticane e collocate in una tomba solenne all'interno della Cappella di San Sebastiano. Dopo, naturalmente che il papa polacco sarà proclamato beato. ANSA / ALESSANDRO DI MEO

MONTEBELLUNA. Lampioni spenti in città, dai quartieri sale la protesta per il buio che da mezzanotte incombe in periferia e lascia illuminato il centro. Ieri sera il sindaco Marzio Favero ha incontrato i comitati civici per raccogliere le indicazioni sugli incroci in cui, per ragioni di sicurezza stradale, era opportuno riaccendere i lampioni. Quello adottato dall'amministrazione comunale è un provvedimento finalizzato a risparmiare sulla bolletta dell'energia elettrica: una delle varie misure adottate dal Comune per risparmiare. Ma in periferia il buio che incombe lungo le strade trovarsi già da mezzanotte continua a sollevare malumori e proteste. «Lasciare al buio le zone periferiche significa far venire meno la sicurezza» protesta la pediatra Eccher «piuttosto spengano i lampioni in centro storico dove ci sono già le vetrine dei negozi a fornire un po' di illuminazione anzichè lasciare completamente al buio i quartieri periferici. È una questione di sicurezza. O attendono che succeda il fattaccio per rimediare? Oppure tengano acceso un lampione ogni tre o quattro, magari svitando le lampadine. Ma lasciarci completamente al buio significa far venire meno la sicurezza. Vorrei vedere la bolletta dei consumi elettrici per capire se effettivamente c'è tutto questo risparmio». Ma il sindaco, se è propenso a riportare la luce in alcuni incroci per la sicurezza stradale su sollecitazione dei comitati civici, non lo è altrettanto per tornare ad illuminare almeno parzialmente le vie della periferia. «Se volessimo riaccendere un lampione qua e là dovremmo creare delle linee singole, perché adesso i lampioni sono collegati in serie. Ma un intervento del genere sarebbe troppo costoso e vanificherebbe il piano di risparmio sulla bolletta energetica che abbiamo messo in atto» spiega Marzio Favero «non è nemmeno possibile svitare le lampadine e lasciarne collegata una ogni tanto, perché il carico le farebbe saltare immediatamente. Inoltre un Comune può fare a meno di illuminare una via, ma le norme impongono comunque di collocare i lampioni ad una distanza massima l'uno dall'altro. Insomma anche la normativa non ci consente di operare in modo diverso dallo spegnimento».

Enzo Favero

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