Controlli fiscali sulle prostitute

MOGLIANO. Controlli fiscali sulle lucciole: anche le fiamme gialle in campo, giro di vite congiunto contro la prostituzione. Ieri mattina si è tenuto il vertice straordinario sull'emergenza sicurezza a Mogliano: il pacchetto di misure, adottato per contrastare la crescita dilagante di furti e criminalità, comprende anche i controlli fiscali mirati nei confronti di chi esercita il meretricio. Sul fronte della lotta alla prostituzione su strada il vertice sulla sicurezza ha dunque partorito una nuova azione di “disturbo” a chi pratica il mestiere più antico del mondo sulla statale 13. D'accordo con le fiamme gialle saranno previsti controlli fiscali e tributari nei confronti di tutte le lucciole che vengono identificate durante i controlli notturni di polizia e carabinieri. Dopo le solite procedure di riconoscimento ed identificazione, ora le lucciole della statale dovranno fare i conti anche con il fisco. La collaborazione interforze prevede che i nominativi raccolti da polizia e carabinieri vengano immediatamente passati alla Guardia di Finanza. A comunicare la novità è stato Giuseppe Di Maio, comandante provinciale della Guardia di Finanza durante il summit svoltosi mattina nel municipio di Mogliano. Ci sono, però, ulteriori nodi legati ai temi della sicurezza nel territorio moglianese: più telecamere, più controlli sui bar da bollino rosso e una supplica al governo perché allenti i vincoli del patto di stabilità. Proprio i recenti fatti di cronaca, avvenuti in città, hanno convinto il prefetto di Treviso Aldo Adinolfi a convocare il vertice sulla sicurezza nella sede del municipio di Piazza Caduti. Incontro a porte chiuse, quello di ieri mattina, oltre al prefetto erano presenti il vice questore, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, i sindaci di Mogliano, Casier e Preganziol e i rispettivi comandanti della polizia locale. Dopo diversi episodi di rapine, spaccate e furti, si è affrontata anche l'eventuale installazione di nuove telecamere. La richiesta è arrivata proprio da Adinolfi che, rassicurando il potenziamento dei controlli nelle zone sensibili della città, ha invitato Giovanni Azzolini e l'assessore alla sicurezza Federico Severoni a dotarsi di un più esteso sistema di videosorveglianza. «Troveremo le risorse per farlo», assicura il sindaco Giovanni Azzolini. Il primo cittadino dal canto suo, chiede però che questi strumenti vengano potenziati anche dal punto di vista burocratico: «Troppo spesso si riesce ad identificare il criminale, ma gli avvocati hanno gioco facile nel vanificare questi strumenti di prova», fa notare, «è giusto che le telecamere funzionino oltre che da deterrente, anche per inchiodare in sede giudiziaria chi commette i reati». Ultimo punto l'invio di una lettera al premier Monti affinchè escluda dal patto di stabilità quei Comuni che investono in sicurezza, comprese quella e idraulica e sismica.
Matteo Marcon
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