«Almeno 8 mila aziende a rischio chiusura»

Federcontribuenti e Unionilberi: banche ed Equitalia strozzano le imprese, e l’esattore non ha titolo

Sono 8 mila le aziende trevigiane a rischio chiusura, per le cartelle di Equitalia e per le richieste troppo esose delle banche. Ieri Federcontribuenti e Unionliberi, associazioni a difesa di imprenditori e consumatori, hanno firmato un accordo. Su 1.000 aziende venete e partite Iva aderenti a Unionliberi, il 15 % ha ricevuto cartelle esattoriali da Equitalia ( studio statistico Federcontribuenti). «La cartella di Equitalia è la goccia che fa traboccare il vaso», dice Diego Moscheni di Unionliberi, «bisogna fare una netta distinzione tra evasori e debitori del fisco o degli enti previdenziali». La denuncia lanciata da Unionliberi riguarda anche i numerosi casi di cartelle non regolari. «Le piccole e medie imprese si trovano indifese di fronte a Equitalia», continua Moscheni, «abbiamo riscontrato in questi anni che in 1 caso su 5 le cartelle sono difformi dalle prescrizioni di legge, specie nel calcolo degli interessi passivi dovuti». Le aziende a rischio, secondo le due associazioni, sono anche più delle 8 mila censite: «Molti imprenditori, soprattutto nel nostro territorio, si vergognano di chiedere aiuto e quindi non lo dichiarano», dice Marco Paccagnella, presidente veneto di Federcontribuenti, «Equitalia va chiusa e vanno assolutamente riviste le sanzioni, aumentate in maniera esagerata. Dal 30% al 200%. Equitalia si autodefinisce o pezzo di stato o società per azioni: dipende da cosa gli conviene».

Gli imprenditori trevigiani sono impauriti dalle cartelle di Equitalia. «Siamo stanchi di sentire il racconto di imprenditori e cittadini impauriti dalle cartelle», continua Paccagnella , «spesso sono anche schiacciati dall'atteggiamento sprezzante e ingiustificato dei funzionari di Equitalia».

Infine, Federcontribuenti e Unionliberi accusano Equitalia di non avere i requisiti per esercitare la sua attività. «In primis, essendo Equitalia una spa, dovrebbe aver vinto un bando di concorso, ma a noi non risulta», continua Paccagnella, «ed è inaccettabile che si intaschi il 50% di quello che riscuote: Equitalia non deve fare profitto, se lo fa deve tornare nelle casse dello Stato».

Ma le due associazioni prendono anche una posizione molto ferma sugli attentati e sui gesti di violenza contro Equitalia: nessun atto violento contro le agenzie è giustificabile. «Gli atti terroristici sono da condannare e offuscano la nostra attività, del tutto democratica», conclude Paccagnella, «E ricordiamo che i funzionari sono solamente dipendenti».

Elisa Adamo

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