Domenica 26 luglio l’ultimo giorno della Pace a Treviso, il locale era aperto da 49 anni
Dopo il Cloakroom, ora tocca al bistrot aperto quasi mezzo secolo fa. Così il Monte di Pietà si svuota in attesa che si attuino i piani di Fondazione Cassamarca

Da lunedì mattina il vuoto dietro piazza dei Signori prenderà forma e sarà ben visibile a tutti. In attesa si attuino i piani di Fondazione Cassamarca, il blocco dei locali diventerà una trafila di vetrine vuote.
L’addio dopo 49 anni
Dopo la chiusura del Cloakroom il 12 luglio, domenica 26 luglio è l’ultimo giorno della Pace, da 49 anni aperta in piazza Monte di Pietà. Ha attraversato diverse stagioni, da caffè, a cocktail bar fino al bistrot attuale. Diventando un riferimento per i trevigiani, abituati a vederla lì sulla sinistra appena usciti dai soffioni.
Anche in questo caso una chiusura dettata non da difficoltà del locale, ma dalle scelte del proprietario dello stabile, Fondazione Cassamarca. Il titolare, Matteo Hu, al contrario di quanto avvenuto per il Cloakroom, ha deciso di chiudere in sordina.
Nessun appuntamento in particolare per domenica, ma certo saranno molti i clienti che vorranno passare alla Pace per un ultimo aperitivo. «Questa per me ormai era casa» dice Marica Caccin, che da nove anni lavora dietro al bancone del bistrot. «Dispiace lasciare. Oggi di certo scenderà qualche lacrima salutando i clienti».
Le vetrine spente
Piazza Monte di Pietà rischia per altro di vedere spegnersi anche un’altra vetrina. Quella del negozio di prodotti Apple C&C: la catena ha chiesto la cassa integrazione, e i nove dipendenti non prendono lo stipendio da due mesi. Il futuro del punto vendita sembra segnato.
Ma se in questo caso le difficoltà sono legate a fattori economici - in primis la diffusione su diversi canali di vendita dei prodotti Apple - nel caso di Cloakroom e La Pace le ragioni sono imputabili alle scelte di Fondazione Cassamarca, che per lo stabile ha progetti diversi.
Piani che per altro hanno ulteriormente allargato la distanza con il sindaco Mario Conte, che ha scoperto solo all’ultimo dell’intenzione di non rinnovare il contratto ai due locali, e ha addirittura avanzato l’ipotesi di comprare l’edificio; proposta, questa, respinta subito al mittente dal presidente di Fondazione Cassamarca Luigi Garofalo.
Il piano di Ca’ Spineda
Il progetto è di rivedere completamente l’organizzazione dell’ala settecentesca per farne una sede museale legata al Monte di Pietà. Entro poche settimane - tra fine agosto e inizio settembre - saranno montate le impalcature per restaurare le facciate dello stabile. I soldi per il restauro sono già stati stanziati: circa mezzo milione di euro.
Tempi invece più lunghi per il restauro degli spazi interni. Ma Fondazione ha intenzione di aprire - almeno parzialmente - il museo entro la fine dell’anno, al massimo ad inizio 2027. Ca’ Spineda vuole spingere sull’acceleratore e fare del Monte di Pietà la novità culturale e turistica del 2027, esponendo anche le 32 opere che erano al Monte di Pietà. Resta però un’incognita sul piano terra, che Fondazione potrebbe sempre destinare alla ristorazione, con una gestione diretta, o pubblicando un bando. Ma ci vorrà tempo, intanto lo spazio resterà vuoto; come si presenterà da domani.
La crisi del settore
Di certo non è un momento semplice per il commercio cittadino. Numerose le vetrine storiche che hanno lasciato, per cause diverse: la trattoria Oca Bianca, il Dump in Galleria Bailo, Jibo’s a San Tomaso; cambiando settore De Pol in Calmaggiore; a fine estate saluterà anche l’ottica Hesperia. Poi ci sono attività invece non sono riuscite a lasciare un segno, come la creperia in piazza Borsa - che dopo pochi mesi ha lasciato - e il messicano di via Sant’Agostino, dove ha aperto un negozio di byrek (piatto albanese).
Qualche novità però è in arrivo. Se Cloakroom e Pace hanno scelto strade diverse - il primo sta cercando dove riaprire, mentre il secondo ha deciso di lasciare la città - per Dump e Jibo’s siamo ai lavori in corso. In galleria Bailo aprirà il Qualter Bbq, un ristorante di carne all’americano già presente a Cadoneghe, mentre a San Tomaso arriverà Vibes, un cocktail bar. Mentre al Nidabar di piazza Matteotti è subentrato Filtz.
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