Treviso, il futuro del negozio Apple C&C è in bilico: stipendi arretrati e incognite sul punto vendita
Crisi per C&C, rivenditore ufficiale Apple di piazza Monte di Pietà a Treviso. Ai nove dipendenti non sono stati pagati gli stipendi di aprile e maggio, due lavoratori si sono già dimessi: ecco cosa sta succendendo

Da mesi mancavano telefoni, tablet, cuffie e altri prodotti tecnologici caratteristici. Una percezione diffusa che oggi si rispecchia in un fatto accertato: il futuro del punto vendita C&C di piazza Monte di Pietà, rivenditore ufficiale Apple nel centro di Treviso, resta appeso a molti interrogativi. Nei mesi di aprile e maggio non sono stati pagati gli stipendi ai nove dipendenti del negozio, due si sono già licenziati.
Da settimane tra clienti e lavoratori circolano segnali di difficoltà, ma oggi la situazione appare più definita: l’azienda sta affrontando una crisi finanziaria che ha già avuto ripercussioni sui dipendenti e sull’attività dei negozi su tutto il territorio nazionale.
La cassa integrazione
A seguire la vicenda è la Filcams Cgil di Treviso, che sta assistendo i lavoratori in una fase particolarmente delicata: il nodo principale riguarda gli stipendi arretrati e il blocco dei pagamenti è legato alla procedura di concordato avviata dall’azienda. Nel frattempo C&C ha richiesto l’accesso alla cassa integrazione, ma non è stato raggiunto un accordo con l’organizzazione sindacale: alla base del mancato via libera ci sono l’assenza di garanzie sull’anticipo delle somme ai lavoratori e la mancanza di certezze sul pagamento delle ore effettivamente lavorate.
Una distanza evidente che non lascia rassicurazioni ai lavoratori del negozio, il cui futuro resta appeso a un filo. La pratica è ora al vaglio del ministero del Lavoro, che potrebbe autorizzare comunque l’ammortizzatore sociale. Quanto agli stipendi di luglio, C&C assicura che verranno regolarmente corrisposti, ma Filcams Cgil continua a chiedere maggiore trasparenza sul piano industriale e sulle prospettive economiche, ritenendo insufficienti le rassicurazioni fornite finora dalla società.
La crisi
La crisi dell’azienda dei fratelli Michele e Luca Gigli coinvolge 450 lavoratori nelle sedi italiane; svariate all’estero, in Francia, Austria e Svizzera hanno già abbassato la serranda.
Da mesi, non è un mistero, alla C&C mancano prodotti e device pronti all’uso, per uno spazio che ad oggi è diventato più uno showroom che un negozio. Chiusura imminente nella sede di Treviso? L’azienda continua a sostenere di voler proseguire l’attività, mentre è alla ricerca di nuova liquidità per rilanciare le vendite e rifornire i negozi. Secondo qualcuno Apple potrebbe favorire l’arrivo di un compratore, ma sono soltanto ipotesi.
Apple in corsa
C’è anche chi pensa che Apple possa intervenire direttamente per gestire la rete dei rivenditori, ma non sappiamo se sia uno scenario realistico. Finora il coinvolgimento del marchio è stato piuttosto marginale, anche se pare che negli ultimi giorni abbia iniziato a interessarsi alla vicenda, ma non è detto che sia il colosso fondato da Steve Jobs a lanciare il salvagente per i dipendenti trevigiani dietro piazza dei Signori. Sono circolate voci su una possibile chiusura del punto, ma ad oggi non esistono certezze in nessun senso. Dopo le chiusure dei bar Cloakroom e La Pace, si addensano altre nubi in zona.
Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso








