Fondazione Tina Anselmi riferimento per il “dopo di noi”

Soci fondatori tre cooperative sociali, dai Comuni della Castellana 70 mila euro «Il primo impegno sarà un percorso gratuito per le famiglie di persone fragili»
Davide Nordio

CASTELFRANCO

È stata appena costituita, ma la Fondazione Tina Anselmi già si candida ad essere un punto di riferimento per tutto il territorio della Castellana per quanto riguarda la disabilità. Tanto da essere invitata a far parte dell’Intesa programmatica d’area (Ipa). A chiederlo il sindaco di Castelfranco Stefano Marcon, alla presentazione pubblica della fondazione di comunità dedicata alla prima donna ministro, nata per raccogliere risorse per il “dopo di noi”, ovvero l’affiancamento alle famiglie di persone con la disabilità: soci fondatori sono le cooperative sociali L’Incontro, Ca’ Speranza e Orchidea, mentre l’avvio dell’attività potrà contare su 70 mila euro erogati dai Comuni del territorio.

L’evento, tenutosi ieri in Teatro Accademico per iniziativa del Comune e dell’Ulss 2, ha visto la partecipazione di 160 persone, in presenza o collegate online, a testimonianza del grande interesse per questo tema. Ad aprire la giornata, le sorelle di Tina Anselmi, Maria Teresa e Gianna, che hanno espresso il loro ringraziamento per aver intitolato la fondazione alla sorella che, a loro avviso, sarebbe stata orgogliosa di questa importante iniziativa a favore delle persone più fragili.

Aspetto che è stato ribadito anche dal messaggio fatto arrivare dal presidente della Regione Luca Zaia: «Tina Anselmi credeva nell’importanza che il diritto alla salute fosse riconosciuto a tutti i cittadini. Sono certo che questa nuova realtà saprà sostenere progetti che possono migliorare la vita delle persone con disabilità. Solo così si può realizzare una vera inclusione sociale e sostenere programmi di vita indipendente che possano consentire loro un’esistenza dignitosa».

Quindi l’invito di Marcon ad entrare nell’Ipa: «Stiamo trasformando questa realtà in una associazione con personalità giuridica - ha detto il sindaco - Come dice il nome, il suo compito è concordare la programmazione del territorio, anche sul fronte sociale. Con la Fondazione Anselmi avremo un partner decisamente esperto e prezioso sul tema della disabilità».

La fondazione è in pratica un “salvadanaio” dove chiunque può versare risorse a favore dell’ambito del “dopo di noi”, grazie alla collaborazione tra pubblico e privato sociale. «Il primo impegno - spiega la presidente Cristina Arata - sarà un percorso gratuito di accompagnamento al “dopo di noi” per i familiari di persone vulnerabili perché possano trovare anche nella Fondazione una guida e un supporto per immaginare il futuro dei propri cari».

«Voglio credere nella realizzazione di questo progetto - ha detto la mamma di un disabile - perché voglio credere nell’affidabilità delle persone che se ne occupano e nell’indispensabile supporto concreto da parte delle istituzioni e delle persone di buon cuore». —



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