Montebelluna, sparita collezione dell’ex patron Replay. Noto gallerista finisce sotto inchiesta

Luciano Franchi accusato di essersi appropriato di undici dipinti che gli eredi Buziol gli avevano dato nel 2009 per venderli
Marco Filippi
L’opera originale delle “Deposizione” di Tiziano. Una copia dell’Ottocento faceva parte della collezione dell’ex patron della Replay
L’opera originale delle “Deposizione” di Tiziano. Una copia dell’Ottocento faceva parte della collezione dell’ex patron della Replay

MONTEBELLUNA. Un noto gallerista trevigiano, Luciano Franchi, 69 anni, è finito sotto inchiesta per appropriazione indebita di undici quadri che facevano parte della collezione personale di Claudio Buziol, industriale e fondatore del marchio Replay, morto per un malore nel 2005. A metterlo nei guai è stato l’esposto depositato in procura, poco meno di un anno fa, dall’ex moglie del noto industriale, Paola Dametto, in rappresentanza anche dei figli Silvia e Gianpaolo.

Undici opere d’arte sparite

Dametto (assistita dall’avvocato Paolo Salandin) ancora nel lontano dicembre del 2009 consegnò al gallerista, originario del Mottense, undici quadri, tra i quali anche una “Madonna con il bambino” di Masaccio, perché ne curasse le operazioni di vendita con l’obbligo di consegnare poi il denaro ricavato.

Ma a distanza di oltre una decina d’anni, non ottenendo notizie da Franchi sulla sorte dei quadri destinati alla vendita e non ottenendone la restituzione, la vedova Buziol, che risiede a Montebelluna, ha deciso di depositare un esposto in procura accusando il gallerista di appropriazione indebita.

Nell’ottobre 2020, su disposizione del sostituto procuratore Valeria Peruzzo, i carabinieri si sono presentati alla porta di casa di Franchi con un mandato di perquisizione. L’obiettivo era quello di recuperare le undici opere d’arte del valore complessivo di qualche centinaio di migliaia di euro, che nel lontano 2009 gli eredi Buziol gli avevano consegnato per venderli. Tra le opere c’erano anche un “Paesaggio fluviale con cavalieri” del pittore veneziano Giovanni Battista Cimaroli, un “Paesaggio con cavalieri” dell’austriaco Johann Anton Eismann, un “Euterpe” di Giovanni Antonio Pellegrini, due opere di Marco Ricci e la copia di una “Deposizione” di Tiziano.

Dipinti recuperati nel magazzino

Dei quadri indicati in lista i carabinieri sono riusciti a sequestrarne dieci, in un magazzino nella disponibilità di Franchi a Vicenza. All’appello mancava soltanto la copia dell’Ottocento di una “Deposizione” di Tiziano. E ora su quell’opera c’è una disputa sul suo valore, a colpi di consulenze e perizie di parte. Se dunque la famiglia Buziol è riuscita a vedere restituite dieci opere su undici, della copia della “Deposizione” del Tiziano, eseguita nell’Ottocento, non c’è traccia.

Il gallerista sostiene di averla data ad un restauratore perché la rimettesse a posto. Ma poi quest’ultimo non gliel’ha più restituita. Quanto vale l’opera che manca all’appello? Su questo, c’è una battaglia tra periti che avrà un peso nel procedimento in rito abbreviato che inizierà a ottobre davanti al giudice delle udienze preliminari Marco Biagetti. Secondo Vittorio Preda, esperto d’arte della Camera europea degli esperti-consulenti in opere d’arte, il dipinto mancante non vale meno di 30.000 euro.

La difesa

Per il professor Raffello Padovan, consulente della difesa di Franchi, rappresentata dall’avvocato Daniele Acerbi del foro di Vicenza, non più di quattromila euro.

Il legale del gallerista, che ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato per il suo cliente, proporrà, attraverso l’ufficiale giudiziario, prima dell’udienza fissata a ottobre, un’offerta reale, agli eredi Buziol di 5.000 euro per il dipinto mancante e mai più recuperato e conta in un proscioglimento dall’accusa di appropriazione indebita delle opere d’arte in quanto sarebbe stato lo stesso Franchi a portare i carabinieri nel magazzino rendendo possibile la restituzione, dimostrando così la sua buona fede. I Buziol invece chiedono la condanna ritenuta di giustizia del gallerista e un risarcimento complessivo di 50.000 euro per il dipinto mai più restituito e per i danni morali.

Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso