Oderzo Cultura nelle mani di De Gregorio Vice la vedova Covre

Decisi dalla sindaca Scardellato i volti del nuovo cda Resta nel direttivo anche il presidente uscente Gaino  

ODERZO

È Maria Teresa De Gregorio il nome scelto per succedere a Carlo Gaino alla guida di Oderzo Cultura, la fondazione che gestisce il patrimonio artistico-culturale opitergino. La decisione è della sindaca Maria Scardellato, che ha firmato il decreto di nomina una settimana fa: vicepresidente della fondazione sarà Oliva Cancian, imprenditrice e moglie di Bepi Covre, mentre il presidente uscente Gaino resterà nel cda con la carica di consigliere. De Gregorio, che fra due settimane compirà 66 anni, ha smesso da poco di lavorare per la Regione ed è andata in pensione. Laurea in Filosofia, ha iniziato a lavorare per la Regione nel 1984 occupandosi di cultura. Dopo una carriera che l’ha vista salire tutti i gradini della piramide che regge la cultura veneta, nel 2017 è arrivata a capo della Direzione regionale dei Beni culturali. Dal 2014 al 2016 è stata componente della commissione ministeriale per la cinematografia, collaborando ai progetti regionali su Carlo Scarpa, sulla Grande Guerra e sulla presenza veneta all’Expo 2015.

«De Gregorio conosce bene la materia ed è piena di entusiasmo. Le ho offerto collaborazione, ma le ho anche assicurato piena autonomia nella formazione della sua squadra: è stata lei a volere vicino a sé Gaino», afferma il primo cittadino. Quella di Gaino è un’esperienza destinata a lasciare il segno sulla fondazione e sulla città. La sua presidenza ha portato idee e attività nuove che in breve hanno toccato il cuore di Oderzo. «Per questo nel consiglio comunale di stasera ringrazierò lui e il cda uscente. Insieme al consiglio di gestione ha aperto le porte di Palazzo Foscolo attraverso Parcoscenico, attirando tanta gente nei nostri luoghi della cultura», afferma Scardellato andando con la memoria ai punti salienti dei quattro anni di gestione Gaino. Importante, per la sindaca, è stata anche la mostra su Dylan Dog ("ha avvicinato i giovani all’arte") e la valorizzazione delle donazioni lasciate al Comune negli scorsi anni, in primis quelle di Tullio Vietri e della collezione Zava. L’ingresso di Cancian, nell’ottica dell’amministrazione, servirà a portare idee nuove: «È persona pratica che potrà riunire attorno alla fondazione l’imprenditoria del territorio. E poi è la moglie di Bepi Covre: ha un’eredità da portare avanti», le parole della Scardellato. —



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