Casier, è morto l’imprenditore Nasta, fondò l’Opera Loudspeakers

Il re delle casse acustiche aveva 65 anni: arrivò nella Marca per il servizio militare. La sua fu un’ordinaria storia di successo: partì dal basso come rappresentante
Giovanni Nasta e la sua azienda, la Opera Loudspeaker di Dosson
Giovanni Nasta e la sua azienda, la Opera Loudspeaker di Dosson

CASIER. Lutto nel mondo dell’imprenditoria trevigiana. È morto Giovanni Nasta, fondatore dell’Opera Loudspeakers, azienda che produce casse acustiche, nota in tutto il mondo, e socio dell’Unison Research, altra azienda che produce amplificatori valvolari. Due ditte con sede a Casier che danno lavoro a 12 dipendenti. Dopo aver combattuto con la serenità e la tenacia che lo hanno sempre contraddistinto nel lavoro, l’imprenditore che viveva con la famiglia a Preganziol s’è arreso al male nella giornata di domenica.

La notizia della sua morte, all’età di 65 anni, ha lasciato senza parole chi lo conosceva e lo ammirava per l’altruismo, l’operosità e la generosità. Una bella storia di “self-made man” quella di Nasta. Originario di Corbara, un paesino della provincia di Salerno, era arrivato a Treviso più di 40 anni fa per fare il servizio militare in polizia. Non era nei suoi piani stabilirsi nella Marca, ma proprio in provincia di Treviso la sorte ha voluto che incontrasse Donatella, la futura moglie e madre dei suoi tre figli.

Aveva iniziato la sua storia professionale partendo dal basso, come rappresentante di casse acustiche della Wharfedale e dell’Hitachi. Poi, un giorno decise con un falegname di costruire una cassa acustica. La inviò in Inghilterra ad un amico del settore, Nick Green, quasi per scherzo. «Dacci un’occhiata», gli disse. Pochi giorni dopo, il suo amico Nick lo richiamò: «Qui c’è un signore da Taiwan che ne vuole 200 di queste casse». La reazione di Nasta fu quella di sbattergli giù il telefono, pensando che lo stesse prendendo in giro. Ed invece quello fu l’inizio della favola che ha portato l’Opera Loudspeakers, fondata nel 1989, ad esportare casse in tutto il mondo. «Quel signore di Taiwan - racconta Riccardo, il figlio - è tuttora un nostro distributore».

L’azienda di Casier è diventata con il tempo un gioiello per i cultori del ramo. Anche alcuni musicisti di fama internazionali sono andati a visitare la sede. La notizia della scomparsa dell’imprenditore ha provocato vasta eco, non soltanto a Casier dove lavorava, a Preganziol dove abitava, ma anche a Corbara, nel Salernitano di dov’era originario. «Siamo addolorati per la scomparsa di Giovanni, imprenditore stimato di fama internazionale», ha scritto ieri Pietro Pentangelo, il sindaco del Comune campano che grazie alla passione di Nasta per l’arte culinaria, è diventato famoso nel mondo per i suoi pomodori. «Giovanni - lo ricorda l’amico giornalista Bebo Moroni - mescolava genio innato, capacità lavorative oltre i normali limiti umani e un carattere gioviale unito a un’umanità infinita».

L’imprenditore lascia la moglie Donatella, i figli Bartolomeo, Riccardo ed Elisabetta e la sorella Rachele. I funerali domani alle 16 al cimitero di Preganziol.

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