Litigio per il colpo di clacson Assolto infermiere di 44 anni
Un banale battibecco per l’uso del clacson si era prima trasformato in una lite decisamente più seria e poi in un arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale dato che uno dei due contendenti era un carabiniere fuori servizio. L’altro invece, un infermiere, non si era certo lasciato intimidire alla vista del tesserino di riconoscimento e aveva continuato a inveire contro il militare. E ieri l’infermiere, difeso dall’avvocato Salvatore Cianciafara, è stato assolto.
I fatti risalgono allo scorso giugno. Una strada stretta di Treviso, un infermiere che passa con difficoltà a causa di una macchina posteggiata al lato della via, un carabiniere che gli chiede i documenti e poi lo arresta. È quello che è successo in via Gian Maria Ciassi, nel quartiere di San Zeno a Treviso. Un infermiere, un 44enne della zona di Soligo, nel transitare lungo via Ciassi a San Zeno, una via molto stretta dove a stento passano due auto, ha avuto qualche difficoltà di manovra a causa di un’auto parcheggiata al lato della strada. Ad innescare la questione è stato un colpo di clacson di stizza dell’infermiere al proprietario dell’auto che gli rendeva difficile il passaggio. Il punto è che il proprietario di quest’ultima è un carabiniere che non ha gradito il colpo di clacson ed ha iniziato a ribattere all’infermiere.
Poco dopo l’infermiere danneggiava un’altra auto posteggiata più avanti. È a quel punto che è nata la bagarre. Il carabiniere ha preso il cellulare e fotografato la scena del danneggiamento. L’infermiere allora è sceso dall’auto ed ha cercato di togliere il cellulare dalle mani del militare. Gli animi si infervorano ed il carabinieri si qualifica, mostrando il tesserino professionale e chiedendo all’infermiere di esibire i documenti. Questi si rifiuta. Non solo. A detta del militare dell’Arma, l’infermiere abeba tentato di sottrarsi al controllo sgomitando e aggredendolo. Ne era nata una piccola colluttazione che aveva indotto il carabiniere a mettere le manette ai polsi dell’infermiere. E ieri l’uomo è stato assolto dai giudici del tribunale di Treviso. —
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