L’Usl di Marca studia le anomalie del cuore su 800 giovani atleti

La Medicina dello Sport di Treviso nel progetto di ricerca Il primario Sarto: «Ci attende una sfida straordinaria»

Uno studio innovativo, senza precedenti, per indagare una malattia rara che colpisce il cuore con il rischio di provocare aritmie fatali. La Medicina dello Sport di Treviso ha già arruolato 200 giovani atleti tra i 10 e i 18 anni, l’obiettivo è arrivare a 800 nel prossimo triennio. Numeri importanti che sono alla base dello studio nazionale di cui l’Usl 2 è l’unico partner pubblico al fianco dell’Istituto Auxologico Italiano di Milano con il luminare Peter Schwartz e l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Comitato Olimpico con il professor Antonio Pelliccia. La ricerca indagherà giovani dal tracciato elettrocardiografico assolutamente normale, attraverso un prelievo di sangue si farà uno studio genetico. «Dobbiamo trovare la linea di discrimine tra l’anomalia genetica, segno della rara sindrome del Qt lungo, (con un caso ogni 2.000 pazienti) e il normale adattamento fisiologico del cuore allo sport, che porta talvolta ad allungare l’intervallo dell’elettrocardiogramma» dice Patrizio Sarto, direttore della Medicina dello Sport di Treviso. Le conoscenze raccolte dal primario, insieme al team composto da Federica Dagradi, Silvia Castelletti e una ricercatrice dedicata Barbara Foscolieri, aiuteranno a comprendere nuovi aspetti della fotografia elettrica del cuore, per capire quando la distorsione è spia di una patologia più seria e quando invece no. La scelta di coinvolgere Treviso nel progetto di ricerca è sentore di un lavoro straordinario, svolto dal reparto nel corso degli ultimi dieci anni. «La scelta del nostro servizio come unico servizio pubblico di Medicina dello Sport– conclude il direttore generale dell’Usl 2 Francesco Benazzi– è motivo di orgoglio perché sono stati riconosciuti l’impegno, la professionalità e lo sforzo che la nostra azienda ha deciso di dedicare a una branca della medicina che ha la finalità di occuparsi di giovani, con l’obiettivo di diagnosticare molto precocemente patologie rare che possono essere presenti in giovani che trppo spesso, erroneamente, vengono considerati sani per definizione». —

Valentina Calzavara

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI



Riproduzione riservata © Tribuna di Treviso