Treviso, un esposto contro il "bosco verticale"

TREVISO. «Il Comune di Treviso blocchi il cantiere del bosco verticale sull’Alzaia». L’esposto, una ventina di pagine, è arrivato giorni fa a Ca’ Sugana. Destinatario il sindaco Mario Conte. A spedire la missiva, una società privata della zona, settore immobiliare la quale, dopo attenta analisi, ritiene vi siano delle irregolarità nel cantiere del progetto che prevede tre palazzi alti sette piani, con 400 piante a basso fusto e oltre 120 alberi tra parco e terrazze, verde anche sopra i posti auto dei futuri proprietari.
Stiamo parlando del “bosco verticale” di Treviso, il grande progetto disegnato dall’architetto milanese Stefano Boeri e realizzato dalla Cazzaro Costruzioni al posto dei vecchi magazzini abbandonati tra l’Alzaia e viale IV Novembre, affacciato quindi sul Sile.
Un quartiere di lusso, il cui cantiere è partito lo scorso ottobre, che si chiamerà “Ca’ delle Alzaie”. Come a Milano, anche a Treviso le piante la faranno da padrone su terrazze, loggiati, tetti, giardini e vette dei condomìni. Un polmone verde insomma. Però...
L’esposto. Però per gli autori dell’esposto - pronti anche ad andare in procura qualora Ca’ Sugana non dovesse intervenire - dal punto di vista tecnico-burocratico le cose non sarebbero state fatte come si deve. Ci sarebbe voluto ad esempio il classico “permesso a costruire” da parte del Comune, e invece sarebbe stata fatta solo la Scia, ossia una segnalazione certificata di inizio attività, formula che consente di fare, in un immobile di proprietà, solo lavori edilizi di limitata entità.
E questo non pare proprio essere il caso. Ci sarebbe poi da eccepire sul corretto rapporto tra altezza prevista delle palazzine e vicinanza delle medesime alle sponde del Sile. Troppo alte per essere così vicine all’Alzaia. Ci sarebbe inoltre un vialetto, privato, verso la Restera, chiuso dal cantiere. Insomma, un pacchetto di “accuse” che, per gli autori dell’esposto, basterebbe a bloccare i lavori. Ca’ Sugana avrebbe tempo fino al 2 agosto, per fermare tutto. Altrimenti...
la replica di conte. «Piena fiducia negli uffici comunali», replica il sindaco Mario Conte, «Ricevo decine di segnalazioni del genere. Ma di certo è tutto regolare. Vogliono andare in procura? Vadano pure». Insomma, per il sindaco il progetto in questione è di tale importanza che appare assai improbabile che non sia stato seguito l’opportuno iter.
Un progetto, quello di Boeri, che comunque risale ai tempi della ex giunta del sindaco Giovanni Manildo, nella quale l’assessorato all’Urbanistica vide succedersi nell’ordine Paolo Camolei, lo stesso Manildo e Marina Tazzer.
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