Leonardo, mostra virtuale e festival Arte, la giunta Conte abbraccia il 3d

Presentato il nuovo corso della sala Borsa: «Sono spettacoli, puntiamo a giovani e famiglie».

Non chiamatele mostre. Sono spettacolo, show, edutainment (divulgazione divertente) anche per i non specialisti o per i meno colti.

Il nuovo corso culturale della giunta Conte, almeno per la primavera e l’estate, volta pagina. In soffitta le esposizioni analogiche, con le opere originali – quelle resteranno in autunno, a Santa Caterina, per i maestri del Rinascimento - ci si apre all’«immersione digitale» come nuova forma di approccio all’arte e alla storia.

La «Da Vinci experience» di piazza Borsa, che aprirà il 18 aprile, e il parallelo festival dell’invenzione, fra aprile e maggio, presentati ieri al teatro Comunale, vogliono essere iniziative destinate soprattutto a giovani e famiglie, specie ai millennial, al grande pubblico, l’esaltazione della tecnologia come nuovo linguaggio dell’arte e della cultura.

Una scommessa diversa, nell’approccio, nel taglio culturale. Patrona è l’assessore Lavinia Colonna Preti, entusiasta: «C’è un sistema, una squadra, i partner, vogliamo esaltare il genio di Leonardo collegandolo al genio del nostro territorio, collegarlo alle mura di Fra Giocondo, in un’ottica interdisciplinare tra ieri e oggi: uniti si vince, per il territorio». E il sindaco Conte parla di Treviso «città incantata» e di «genio leonardesco che si collega a quello dei nostri imprenditori di successo». E due gli ambasciatori, che assicureranno anche i format primaverili estivi dei prossimi anni.

Uno è Federico Dalgas, patron di Crossmedia group che porta l’iniziativa digitale che omaggia i 500 anni delle morte di Leonardo, esposizione già itinerante in 18 Paesi. In passato Dalgas era stato coinvolto a Firenze nel caso dell’appalto senza gara per le guide multimediali di Palazzo Vecchio, essendo socio di Marco Carrai, amico di Mattreo Renzi, nella D&C che aveva il 51% di Cromssmedia.

Alla sala Borsa, nuovo spazio espositivo della città, i visitatori saranno proiettati in un universo 3D, una full immersion nell’arte e nelle creatività di Leonardo, con app e la riproduzione della sue macchine più celebri e anticipatrici. «Una narrazione, uno storytelling che prende atto del fatto che le opere originali si sposteranno sempre meno». Sottolinea «l’alto profilo scientifico» (fra i curatori la direttrice del museo da Vinci, Roberta Barsanti), e l’intento di rendere il carattere simbolico e inconscio del Rinascimento.

L’altro alfiere è il poliedrico Massimiliano Finazzer Flory, monfalconese, patron del festival dell’invenzione che rappresenta la dimensione territorial- multimediale del tributo leonardesco: nel cartellone tutto gratuito ripropone i suoi film e corti in tour per il mondo, quindi una tavole rotonda con gli imprenditori del Nordest e sette incontri con esperti, filosofi, scienziati. Anche Finazzer ha dovuto fare i conti con polemiche, quando Letizia Moratti lo nominò assessore alla Cultura a Milano, e cinque saggi della sindaca si dimisero per protesta (ma uno, Gianni Canova, è relatore al festival: crisi superata) per non parlare del suo curriculum fra palestre nella natia Monfalcone, avventure politiche con l’ex ministro Tremonti nel segno del federalismo. Oggi è artista glocale con spettacoli, film e iniziative che girano decine di paesi in collaborazione con la Farnesina.

Scorrono video e trailer, una macchina leonardesca a manovella ha aperto la vernice con un rullo di tamburi. Tecnologia antica e modernissima.

Le citazioni di Finazzer esaltano il genio di Leonardo, «che supera ogni definizione», avo di quel genius loci che è lo spirito imprenditoriale triveneto, ma che conferma «un talento del nostro paese», da valorizzare perchè «il mondo ce lo invidia».

Non manca nemmeno un ’opera di Massimo Bartoncini, un cavallo di iuta e polistirolo. E la passerella per il trevigiano Girolamo, anch’egli creatore delle invenzioni leonardesche.

Primo impatto? In platea il sistema Treviso, la rete della associazioni, società e consorzi sponsor e sostenitori, ma anche qualche perplessità. C’è chi fa rilevare come fino anno scolastico e scuole, e peggio estate e scuole si conciliano poco; e chi sobbalza – nostalgici di Goldin ?– quando vede i 13 euro di ingresso alla mostra super-tech: «Non è un prezzo virtuale, senza opere originali». E il futuro digitale, bellezza, direbbe il famoso attore.

Chiusura poco leghista e populista, per Finazzer. Partendo dalle confessioni del Leonardo 14enne, spaventato davanti al buio di una caverna e «oscillante fra paura del mistero e desiderio di conoscere e investigare», l’attore e regista ha detto che la cultura deve «far vincere la paura». —

Andrea Passerini

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