Donna oggetto o simbolo di emancipazione Sessant’anni di Barbie all’oratorio dell’Assunta

Oggi è l’ultimo giorno dell’esposizione organizzata in centro storico da dodici originali artisti 

la mostra

Oggi è l’ultimo giorno per vedere Barbie nell’arte all’Oratorio dell’Assunta di Conegliano. Barbie è da sessant’anni un simbolo molto discusso della femminilità oltre ad essere la bambola più venduta al mondo. È stata apprezzata da un numero quasi infinito di bambine, ma è stata anche bruciata e torturata da tantissime adolescenti in quelli che la dottoressa Agnes Nairn, ricercatrice dell'università di Bath in Inghilterra, ha definito riti di passaggio, in una ricerca pubblicata nel 2005. La bambola della Mattel, nata nel 1959 nel Wisconsin, è stata anche attaccata per motivi opposti dalle femministe, che ne vedevano l’immagine della donna oggetto, così come da religiosi conservatori di tutte le fedi che ne vedevano un modello di frivolezza rivolto alle bambine. Per celebrare i sessant’anni di quella che è comunque un’icona dei nostri giorni l’associazione coneglianese IntArt ha organizzato la mostra “Rosa Barbie”. Barbie è presentata secondo le visoni e le rielaborazioni di 12 artisti: Anna Paolini ,Daniele Conti ,Deborah Barbazza ,Elena Visotto, Giovanna Pattaro ,Giovanni Mascia ,La Gat ,Laura De Martin, Marcelle Jaye' Tandura, Marina Carosi, Valentina Vendrame e Watteo Della Libera. L’ultimo giorno di apertura è oggidalle 10 alle 19. —

Gino Zangrando

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