Legambiente Giavera denuncia: «Troppi vigneti, addio a suolo e biodiversità»

GIAVERA. Un’antica ferrovia rimossa a Giavera, i boschi abbattuti sul Montello, a Vittorio Veneto una zona protetta scavata. Tutto per lasciare spazio ai vigneti. La denuncia sul nuovo consumo di suolo a favore della produzione vinicola arriva da Legambiente, che insieme al Wwf e alle associazioni Sos anfibi e Amici del bosco del Montello, ha organizzato un’assemblea pubblica giovedì alle 20.45 a villa Wassermann.
La denuncia
«È impressionante quello che sta avvenendo sulle nostre colline e nella pianura fino al mare», sono le parole di Fausto Pozzobon di Legambiente, «dove una colata di vigneti di prosecco e di glera sta sconvolgendo le caratteristiche della nostra agricoltura basata su prodotti di eccellenza, coltivati in appezzamenti di terreno contornati da siepi rurali e sfiorati da corsi d’acqua, spesso di risorgiva, in cui era esaltata la biodiversità. Come una ruspa salviniana la monocoltura a viti con il carico di concimi chimici e di pesticidi sta dando il colpo di grazia alla collina e alla pianura verdeggiante, ammirata da Goethe nel suo “Viaggio in Italia”».
Paesaggio deturpato
Un attacco quello di Legambiente che, oltre a basarsi sulla gestione della politica agricola degli ultimi anni, muove da quattro interventi recenti, che saranno illustrati durante l’incontro di giovedì. «A Giavera», continua Pozzobon, «in una zona vicino al fiume, con un ponte storico in mattoni che sosteneva un’antica linea ferrovia, il vignaiolo ha spazzato via il terrapieno della ferrovia, ha fatto sparire le traversine e i binari datati 1882 per lasciar posto a un vigneto, nel silenzio assordante dell’amministrazione comunale. Sempre sul Montello nei terreni di un’altra azienda si aprono sempre nuovi squarci sia nei consorzi boschivi che nei prati di dolina».

Vigneti ovunque
Più a sud a San Floriano di Olmi i nuovi acquirenti di un terreno nella zona Nerbon, «hanno attuato una “miglioria fondiaria” per mettere a dimora un grande vigneto, sfoltendo la bella siepe di quercia, aceri, olmi e ontani». E in fine la valle del Monticano, a Vittorio Veneto, «dove un imprenditore agricolo che ha acquistato diversi anni fa l’intera valle, tutelata come Sic (Sito di interesse comunitario) e Zps (Zona di protezione speciale) sta spazzano via macchie a bosco e arbusti e demolendo i corrugamenti prealpini perché la valle deve avere una struttura a “V”».
Il dibattito
Ad intervenire all’incontro di giovedì a villa Wassermann saranno, oltre al referente Legambiente Fauso Pozzobon, Sandra Tura e Loris Donazzon del Wwf, e Andrea Zanoni, consigliere regionale del Pd. Le associazioni chiederanno ai Comuni di rivedere i regolamenti di polizia rurale, inserendo vincoli e sanzioni adeguati nei Pat che dovranno anche individuate delle aree interdette ai vigneti e delle altre dove prevedere gli interventi di ripristino ambientale.
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