Stazione Terna, scatta la raccolta firme

Dall’assemblea convocata da Volpago Ambiente arriva il “no” unanime all’opera. Sindaco e maggioranza assenti

VOLPAGO. Dall’affollata assemblea convocata dal comitato Volpago Ambiente tenutasi giovedì sera nell’auditorium comunale è arrivato un grande “no” alla stazione elettrica di trasformazione che Terna vuole realizzare a Volpago. L’idea è quella di una lotta collettiva con tutte le comunità coinvolte. Chiamati a raccolta cittadini, amministrazioni comunali e minoranze consiliari. A Volpago si pensa a una petizione che «supererà facilmente le 4000 adesioni», è convinto il consigliere di minoranza Lucio Modini. L’infrastruttura è vista dai suoi contestatori come un primo passo per la realizzazione del progetto dell’elettrodotto dal Veneto all’Austria di cui si parlava negli anni scorsi. Ad avvalorare questa tesi, seccamente smentita da un comunicato di Terna che vede la sua opera solo come un intervento migliorativo della rete locale con la riduzione delle linee elettriche aeree, vi sarebbe un dato riportato da un rappresentate dei comitati locali del Bellunese. «Nel riassetto delle linee nel territorio della provincia montana, Terna dichiara di voler mantenere la tensione a 220 KW, ma intanto installa tecnologie in grado di supportarne 380 e quindi rende possibile l’elettrodotto fino al Lienz», ha spiegato l’attivista Gianni Pastella. All’assemblea non erano presenti il sindaco Paolo Guizzo e i membri della sua maggioranza. Anche il primo cittadino è contrario al progetto ed è convinto che questo sia solo un primo passo verso l’elettrodotto transfrontaliero. Guizzo ha fissato un’altra assemblea in auditorium mercoledì 21 marzo alle 20 a cui inviterà tutti i primi cittadini dei comuni coinvolti nel riassetto della linea elettrica locale. Guizzo però si è detto pubblicamente disponibile, in caso la stazione fosse inevitabile, al fatto che venga edificata all’interno di un terreno di cava. Idea rifiutata dal comitato Volpago Ambiente che propone un elettrodotto interrato tra le autostrade A27 e A28 per cui sarebbe sufficiente la stazione di trasformazione già esistente a Cordignano. Tra i relatori all’assemblea di giovedì vi era anche il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Zanoni. L’esponente dem ha chiesto delucidazioni ai funzionari regionali e all’assessore Roberto Marcato. Secondo quanto riferito da questi a Zanoni, Guizzo avrebbe già accompagnato delegati in sopralluogo nella cava dove, secondo lui, potrebbe essere posizionata la stazione. Terna ha ieri ribadito di aver messo «allo studio anche eventuali soluzioni ulteriormente migliorative rispetto a quella attualmente sul tavolo», e che l’intervento non è funzionale alla realizzazione di alcun nuovo elettrodotto, né tantomeno all’interconnessione con l’Austria, bensì serve un ampio piano di riassetto della rete elettrica dell’area tra Treviso e Venezia, include la dismissione di 51 km di elettrodotti che oggi attraversano 12 comuni nel Trevigiano e 1 comune nel Veneziano, operazione che libererà oltre 30 ettari di terreno dalla presenza di tralicci.

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