L’asilo di Conegliano dimentica il papà separato, scatta l’esposto

Conegliano. La scuola d’infanzia si sarebbe accontentata di interloquire con la mamma per iscrizioni e altre pratiche L’avvocato Sandro Pradella: «È stato violato più volte il principio di bigenitorialità sancito dalla legge»

CONEGLIANO. Un papà di Conegliano ha presentato un esposto all’istituto comprensivo Cima e agli uffici scolastici provinciale e regionale perché chiede il rispetto della sua genitorialità.

Si è rivolto così al proprio avvocato. Il giovane papà ha due figli che frequentano la scuola dell’infanzia Zandonai. «In tale scuola, nonostante le rassicurazioni in merito da lei personalmente ricevute – scrive l’avvocato Sandro Pradella rivolgendosi al dirigente scolastico - vi è poca attenzione al rispetto del principio della piena bigenitorialità sancito dalla normativa vigente, anche quando vi siano situazioni di contenzioso fra i genitori che farebbero auspicare una maggiore diligenza nell'adempimento degli obblighi informativi e quant'altro, nonostante le precise indicazioni in proposito del Ministero competente. È stato a lei lamentato direttamente dallo stesso genitore, senza tuttavia ottenere né riscontro né effetto alcuno».

Il padre si interessa della formazione dei suoi figli, ma evidenzia come in più occasioni non abbia ricevuto comunicazioni e siano stati fissati incontri solo con la mamma, a sua insaputa. Già all’atto dell’iscrizione, la domanda di uno dei bimbi è stata accettata con la singola firma della madre, benché l’affidamento sia condiviso. Era dovuto intervenire il Comune di Conegliano per mediare e trovare un accordo. «Si preoccupano della questione gender e nei moduli viene scritto “genitore 1 e 2” - racconta il papà - ma dopo non viene valutato il potere di firma».

Nell’inserimento all’inizio il papà non era stato coinvolto e ci sono stati disguidi anche sull’assicurazione. La scuola ha inviato una mail sostenendo che uno dei bambini non sarebbe più stato coperto, perché non era stata pagata la quota. Il papà si è preoccupato, anche perché la somma era già stata saldata in anticipo. Così, dopo una serie ripetuta di disagi, non trovando riscontro alla sue segnalazioni, ha deciso di presentare un esposto che è stato inviato per conoscenza agli uffici scolastici di Treviso e regionale di Venezia.

«Il mio assistito la invita cortesemente anche a far rispettare con rigore la normativa antifumo – aggiunge l’avvocato, con tanto di inequivocabile documentazione fotografica - mi rappresenta, infatti, che vi sia scarsa attenzione anche a tale aspetto educativo, tanto che risulta che il personale di segreteria della sede scolastica di via Kennedy, ove peraltro è sito l'ufficio di dirigenza, quotidianamente, si rechi a fumare negli spazi esterni ma di pertinenza dell'istituto scolastico, nonostante il divieto da ultimo ribadito dall'art.4 del D.L. n. 104/2013, e senza che nessuno vigili in proposito».
 

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