A Conegliano il capannone vuoto diventa una palestra per il parkour

Conegliano. Da capannone per le attività produttive a luogo di sport ed attività fisica. 

CONEGLIANO. Da capannone per le attività produttive a luogo di sport ed attività fisica. Niente macchinari di piccole industrie o realtà artigianali ma ostacoli, corde e tubi per il movimento. È l'avventura del gruppo sportivo Asd Sherwood, iniziata negli ultimi mesi all'interno di una delle strutture del Parco Tecnologico Cima, nella zona industriale di Campidui.

Una sfida controcorrente che, in un qualche modo, ha il sapore della conquista. Una sorta di riappropriazione degli spazi che - normalmente - potrebbero restare vuoti e allo stesso tempo una visione lungimirante che si fa concreta, a beneficio di giovani e famiglie. «Il Parco Tecnologico Cima, tradizionalmente, ha sempre dato ospitalità a realtà produttive industriali e artigianali» spiega Simone Dal Sie di Lefim-Gruppo Basso, proprietario dell'immobile, «la cosa risulta favorita dall’ubicazione strategica dell’immobile, prospiciente alla “Pontebbana” e poco distante dalla città e dall'autostrada. Crediamo però nel cambiamento e nell’insediamento all’interno dei nostri poli industriali di attività sempre nuove, pertanto siamo fieri di dare ospitalità ad una realtà giovane, che contribuisce ad ampliare la scelta merceologica del Parco, rendendolo anche un luogo di aggregazione».

E così è. Perché dallo scorso ottobre, per tutta la settimana Asd Sherwood ed i suoi oltre 40 iscritti, la cui età va dai 5 agli oltre 70 anni, riempiono i 300 metri quadrati di capannone con attività sportive innovative, come la ginnastica callistenica, la Capoeira e, soprattutto, il parkour. Una disciplina nata in Francia negli Anni '90 che porta chi lo pratica ad eseguire un percorso in qualsiasi contesto urbano, sfruttandone l'arredo come ostacolo da superare, attraversare in corsa o in equilibrio, scalare.

«Si tratta di una disciplina in cui è il corpo a doversi adattare all'ambiente circostante e non è l’attrezzo ad essere a servizio del corpo: questo porta alla consapevolezza di limiti e capacità» spiega Nicolò Tonon, 25enne coneglianese tra i fondatori di Sherwood, «eravamo una quindicina di persone in tutta la città a praticare parkour e altre discipline completamente a corpo libero, allenandoci all’interno di strutture gestite da altre associazioni. Lo scorso settembre abbiamo deciso di renderci indipendenti, aprendo questo spazio che oggi è un vero e proprio riferimento per tutta la zona».


 

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