Pascal, arriva il giorno dell’addio
Oggi i funerali a 15 giorni dalla morte, sono stati necessari esami e autopsia. Sofiya, si cerca verso nord

DeMarchi Cornuda genitori del uomo suicidato
CORNUDA. Questa mattina alle 10, nella chiesa parrocchiale di Cornuda, saranno celebrati i funerali di Pascal Daniel Albanese, il cinquantenne che si è tolto la vita la sera del 26 novembre nella sua abitazione di via Jona. E mentre in chiesa sarà dato l’ultimo saluto a lui, nelle aree boschive della Valcavasia e della Pedemontana proseguono le ricerche di Sofiya Melnik, la donna che viveva con lui e che è scomparsa dal 15 novembre. I funerali arrivano a 15 giorni dal decesso perché anche quel suicidio è al centro del giallo, tanto che il magistrato ha aperto un fascicolo per induzione al suicidio e ha fatto eseguire l’autopsia che ha compreso anche le analisi tossicologiche sul corpo. E l’altro fascicolo aperto in Procura riguarda la donna di 43 anni, che si teme sia stata uccisa. Adesso le ricerche di Sofiya, professione interprete, si stanno estendendo a nord, lungo la Valcavasia e nella zona di Vidor e Valdobbiadene. Passata al setaccio infruttuosamente per giorni tutta l’area attorno a Forcella Mostaccin a Maser, adesso le forze in campo stanno puntando su aree più lontane, sempre nella fascia collinare e pedemontana. Dal campo base che è in un capannone in zona industriale a Pederobba, le squadre di carabinieri, vigili del fuoco, uomini del soccorso alpino, unità cinofile e volontari della protezione civile anche ieri mattina sono partite per perlustrare le zone assegnate, ma al tardo pomeriggio, quando è calato il buio, non è stata trovata ancora alcuna traccia utile. Dove sia finita Sofiya Melnik rimane un mistero ma si continua a ritenere che possa essere stata uccisa e il corpo abbandonato in zona, dal momento che la sua auto è stata trovata a Maser e il suo cellulare agganciato per l’ultima volta da una cella del ripetitore di Onigo.
Da quel 15 novembre Sofiya Melnik non ha più contattato nessuno e nonostante i tentativi neppure la madre Valentina, che si trova a Kiev, è riuscita a mettersi in contatto con lei nonostante i ripetuti tentativi. L’ultimo contatto è rimasto quello del 15 novembre, quando la madre ha trovato un messaggio sul pc inviato via Skype in cui la figlia le diceva che doveva parlarle ma da quel momento in poi non è stata più contattabile. Per cercare di dare una svolta al giallo nei prossimi giorni nella villetta di via Jona arriveranno i Ris di Parma a cercare eventuali altre tracce.
Enzo Favero
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