Badante sparita ipotesi omicidio

Aperto un fascicolo sulla scomparsa della badante ucraina Battuta un’area di 20 mila metri quadri con i cani molecolari
CORNUDA. Trenta investigatori con l’aiuto di cani molecolari passeranno al setaccio un’area di oltre 20 mila metri quadrati nei Comuni di Cornuda, Monfumo, Maser e Crocetta per trovare Sofija Melnik, la quarantatreenne ucraina sparita da 15 giorni e il cui compagno, Daniel Pascal Albanese, si è tolto la vita tra sabato e domenica nel suo appartamento di Cornuda. È quanto si è deciso ieri pomeriggio al termine del summit in Prefettura a Treviso al quale hanno partecipato i vertici dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della protezione civile per fare il punto sulle ricerche che riprenderanno nella giornata di oggi.


Omicidio.
«Non è un problema della Procura. La donna è una maggiorenne e la cercano i carabinieri secondo i loro protocolli». È quanto ha dichiarato ieri mattina dal procuratore Michele Dalla Costa, prima di partecipare anche lui al vertice in Prefettura. E i carabinieri, appunto, ieri hanno eseguito rilievi all’interno dell’appartamento di Cornuda, posto sotto sequestro, e sull’auto della donna trovata nel piccolo parcheggio ai piedi della strada che porta a Forcella Mostaccin. Si fa sempre più strada tra gli inquirenti la paura che non si tratti di una semplice sparizione, ma di un omicidio. Tanto che la Procura, malgrado le dichiarazioni ufficiali, ha aperto un fascicolo in tal senso, per permettere lo svolgimento di alcuni accertamenti, come quelli sulla casa e sull’auto.


L’auto abbandonata.
Una tesi avvalorata anche da alcune testimonianze raccolte a Maser dai carabinieri. Un testimone infatti avrebbe detto che la Renault di Sofija era lì da non più di una settimana, mentre la donna non dà più notizie di sé dal 15 novembre. Per cui le ipotesi sono due: che la macchina sia stata portata nel luogo dove è stata trovata da una persona diversa dall’ucraina, oppure, ma lo pensano in pochi, che la quarantatreenne, dopo la denuncia di scomparsa, sia tornata a prendere l’auto per abbandonarla sulla strada che porta a Forcella Mostaccin.


Le ricerche.
I carabinieri stanno dunque cercando di dipanare un giallo che ha sullo sfondo i boschi tra Maser e Cornuda. L’allarme è scattato martedì mattina, quando i carabinieri hanno individuato ai piedi della strada, nel piccolo parcheggio che c'è lì, la Renault utilizzata Sofija Melnik. A quel punto è scattato l’allarme, sono stati fatti affluire i carabinieri da altre caserme, è stato chiesto l’appoggio dei volontari della protezione civile e sono iniziate le battute tra boschi e pendii cespugliosi, mentre due elicotteri delle forze dell'ordine sorvolavano la zona per vedere se dall’alto si scorgeva qualcosa.


Il suicidio.
Domenica sera l’uomo con cui conviveva, Danil Pascal Albanese, era stato trovato impiccato nella sua abitazione di via Jona a Cornuda. I primi a dare l’allarme erano stati i famigliari della 43enne ucraina venuta in Italia a fare la badante. Non riuscivano più a contattarla e quindi avevano lanciato l'allarme; da diversi giorni non riuscivano a sentirla e qualche giorno fa ne avevano segnalato la scomparsa. I carabinieri erano andati in via Jona 15, dove abitava, e avevano chiesto ad Albanese, il 50enne con cui viveva da alcuni anni, notizie di lei. Il colpo di scena domenica sera, quando il corpo dell'uomo è stato trovato senza vita: si era impiccato all'interno della villetta. E questo ha gettato una luce diversa sulla scomparsa della donna. A quel punto sono stati messi i sigilli alla villetta, e sono state intensificate le ricerche di lei. Accanto al corpo senza vita di Albanese è stato trovato anche un biglietto dal quale traspare che la sua decisione di farla finita sia da legare alla scomparsa della donna.


Marco Filippi


Giorgio Barbieri


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