Nei bar incassi giù del 20 per cento

Fipe: «Grave danno senza i maxi schermi». Zanetti: «Tutta colpa di Ventura»
Non ci saranno maxi schermi in piazza, nessuno guarderà l’Italia dal plateatico di un bar, nessuno, quindi, consumerà più del solito nel mese dei mondiali. «Un peccato, gli eventi sportivi per noi sono fonte di introiti straordinari rispetto al lavoro quotidiano, la perdita economica è evidente» spiega Dania Sartorato della Fipe, che rappresenta gli esercenti trevigiani, «una partita dell’Italia portava, in media, un 20 per cento di clienti in più. In media, perché chi aveva il maxi schermo aveva davvero parecchie entrate. Non sono un’appassionata ma avrei preferito, per la categoria, che ai mondiali ci fossimo andati noi».


Si berrà anche meno caffè, ma per Massimo Zanetti della omonima holding (uno che nel calcio ha investito parecchio, basti pensare alle esperienze a Bologna e Treviso - oggi è partner della Juventus) la delusione è soprattutto come tifoso: «Che delusione per la Nazionale, ero andato a vedermi tutte le partite in Brasile nel 2014, e sarei andato anche in Russia con il mio amico “Bepi” De’ Longhi, invece niente. La colpa è tutta dell’allenatore: i giocatori buoni ce li avevamo, ma Ventura si è intestardito su una formula di gioco. E poi gli altri corrono, i noistri no. Io preferisco Ancelotti, spero arriverà lui». Si parla di contraccolpi economici importanti: «Io amo lo sport, e nello sport investo molto. Di certo il valore dei giocatori e del nostro calcio dopo questa eliminazione si è abbassato. Le perdite maggiori ce le avrà la Federazione. E pure la Russia, perché un mondiale con l’Italia sarebbe stata tutta un’altra cosa».


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