Treviso. Mom privatizza due linee: autisti in sciopero il 13

Treviso. Primo giorno di scuola con il blocco dei bus, l’agitazione proclamata da Sgb. La società ha deciso di affidare a una ditta esterna le corse dell’8 e dell’11
AGOSTINI AG.FOTOFILM TREVISO PRESETAZIONE PRIMO BUS ELETTRICO PER MOM
AGOSTINI AG.FOTOFILM TREVISO PRESETAZIONE PRIMO BUS ELETTRICO PER MOM

TREVISO. Linee di trasporto pubblico della Mom in appalto. Prima quelle extraurbane per Castelfranco, Oderzo e Conegliano, ma anche alcune linee urbane di Vittorio Veneto. E ora, da settembre, anche due linee del servizio urbano del capoluogo, la 11 e la 8.

Da settembre i due bus vederanno al volante personale di una ditta esterna. Servizio espletato da un privato, sempre sotto controllo e verifica pubblica della Mom, che potrà rinnovare il contratto dopo quasi un anno, a giugno, alla scadenza dell’anno scolastico.

Per l’azienda, una scelta di risparmio sui costi; per gli utenti del capoluogo, una piccola grande svolta storica, che si concretizza in un contratto della durata di un anno, fino al termine dell’anno scolastico 2017/2018.

Ma la scelta è contestata duramente dall’Sgb, sindacato molto presente nel capoluogo, che ha proclamato uno sciopero di 4 ore il prossimo 13 settembre, primo giorno di scuola.

La sigla, coordinata da Danilo Scattolin, storico rappresentante del sindacalismo di base, ne fa una questione di bandiera, sulla politiche aziendali e di difesa degli organici.

«C’era l’occasione per stabilizzare tutti i part-time in organico, che sono attualmente 24 sui 578 dipendenti, e sono già formati e inseriti nel servizio, e assumere nuovo personale», spiega Scattolin, «tanto più se consideriamo che nel primo trimestre di quest’anno l’azienda ha pagato oltre 8.200 ore di straordinario, una cifra che dovrebbe far riflettere. Non solo: era previsto anche nell’accordo di secondo livello, che si sarebbero stabilizzare il più possibile i dipendenti a part-time, e in subordine incrementare le ore del part-time». Qui l’organico invece cala, chi va in pensione non viene rimpiazzato e arrivano nuovi rinforzi da fuori».

Negli ambienti dell’azienda si sottolinea che più volte il presidente Giacomo Colladon e il direttore Gianpaolo Rossi abbiano insistito sul costo del personale, a fronte dei drastici tagli degli ultimi anni dei fondi pubblici a sostegno del settore del trasporto pubblico locale. E che in futuro ci sarebbe l’intenzione di appaltare all’esterno altri servizi, a cominciare dai verificatori, ossia i controllori.

E anche su questo capitolo l’Sgb – che sembra comunque isolato, sul fronte sindacale, almeno sino a oggi – attacca la politica dell’azienda: «Abbiamo chiesto invano che il servizio di controllo a vista già attivo sui bus urbani del capoluogo venisse esteso a tutta la rete, in modo da aumentare la battaglia all’evasione dei biglietti, il vero strumento per aumentare gli introiti ed avere risorse, sempre in funzione della stabilizzazione degli organici e di nuove assunzioni, per potenziare i controlli: con 10 operatori in questo campo è chiaro che non si possono coprire tutte le linee che servono il nostro territorio, e che l’evasione non può venire combattuta fino in fondo», conclude Scattolin, «ci è stato risposto picche, è chiaro che ormai la linea dell’azienda è di dare fuori sempre più servizi anche essenziali, ma questa è una deriva, per un servizio pubblico fondamentale come quello dei trasporti».

Chi ha vinto gli appalti delle linee sin qui messe a gara? Ditte trevigiane, una di Castelfranco e una di Vittorio, ma anche società pugliesi, molto attente agli spazi che si aprono in Veneto. Ora i trevigiani vedranno nuovi arrivi, alle fermate di 8 e 11.




 

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