Sindacalista dell'Electrolux a rischio licenziamento: folla di operai al sit-in di protesta
Folla alla manifestazione dell’Electrolux sotto la sede di Unindustria a Treviso. Il sindacalista rischia il licenziamento: «Voglio rientrare presto in fabbrica». Interviene la polizia

ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO PROTESTA OPERAI ELECTROLUX E BREDA AUGUSTIN UNINDUSTRIA APPIANI
"Banditi!", rabbia dei sindacati davanti Unindustria
SUSEGANA. Oltre 250 lavoratori dell’Electrolux di Susegana e di altre fabbriche trevigiane hanno partecipato ieri pomeriggio, in Piazza delle Istituzioni a Treviso, al sit-in di protesta contro la sospensione comminata dalla multinazionale svedese ad uno dei più storici delegati sindacali della Provincia, Augustin Breda, in merito all’uso della Legge 104 per l’assistenza ai famigliari.

ZAGO AG.FOTOFILM TREVISO PROTESTA OPERAI ELECTROLUX E BREDA AUGUSTIN UNINDUSTRIA APPIANI
Nella sede di Unindustria, infatti, si è svolta l’audizione a difesa dell’esponente sindacale. I dirigenti dell’azienda hanno raccolto le sue giustificazioni ed entro venerdì prossimo dovranno decidere se confermare la sospensione, e fino a quando, oppure se trasformarla in licenziamento. Breda era accompagnato da Enrico Botter, segretario provinciale della Fiom, da Manuela Marcon, delegata della stessa organizzazione e dal proprio legale. I rappresentanti di Electrolux avevano al loro fianco un dirigente di Unindustria. Molto puntuale l’intervento di Botter che ha contestato al “gigante del freddo” l’uso improprio del controllo dei lavoratori, atto ancora più grave, in questo caso, trattandosi di un delegato sindacale. L’azienda, infatti, ha fatto seguire Breda da un detective.
I sindacati manifestano a Unindustria, tensione
Secondo Botter, invece, spetta all’Inps controllare la corretta applicazione della Legge 104. «Siamo in una fase delicata, abbiamo presentato nel corso dell’incontro le nostre controdeduzioni, ora attendiamo le decisioni dell’azienda», ha dichiarato Botter, uscendo da Unindustria. «Vi è soddisfazione – ha aggiunto il segretario provinciale della Fiom - per l’adesione allo sciopero e alla solidarietà espressa dai lavoratori anche con la loro presenza a sostegno del collega Breda». Ieri, infatti, numerosi operai di Susegana hanno incrociato le braccia, chi per quattro ore, chi per otto, e altrettanto faranno oggi. La folta delegazione che ha raggiunto Treviso ha vissuto un attimo di tensione quando Breda è entrato nella sede degli industriali; alcuni di loro, infatti, hanno cercato di accompagnarlo all’interno. E’ stato lo stesso Breda a spiegare che non era possibile e a tranquillizzarli. È intervenuta anche la polizia per evitare che la situazione precipitasse.
Dopo l’audizione, il delegato sindacale, interpellato dai giornalisti, non ha voluto entrare nel merito delle accuse aziendali ma ha spiegato che «quanto mi si addebita è privo di fondamento, come ho certificato documentazione alla mano». Nella lettera di sospensione ci sarebbero stati, secondo Breda, degli errori di contestazione. «Dati i dovuti chiarimenti – ha dichiarato Breda - ho chiesto all’Electrolux di poter rientrare in fabbrica in modo da partecipare al prossimo rinnovo delle Rsu e, in particolare, al lavoro che stiamo portando avanti sull’indice Ocra, relativo alle ricadute dei ritmi di lavoro sulla salute dei dipendenti».
Al delegato è arrivata anche la solidarietà dell’Anpi. Gli ha infatti telefonato il presidente provinciale, Umberto Lorenzoni, anticipandogli che «i partigiani sono pronti a scendere in campo per difendere i diritti costituzionali, primo tra tutti quello del lavoro». «È inconcepibile che a settant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione – ha aggiunto ancora Lorenzoni – ci siano imprese che spiano il comportamento dei lavoratori e, guarda caso, di chi fra loro si impegna di più per la difesa dei loro diritti e, come nel caso di Breda, anche per il consolidamento dell’azienda».
Argomenti:economia
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