Treviso: piazza dei Battuti, le nuove panchine archiviano le “bare”

TREVISO. Dalle panchine a forma di bara, contestatissime, poi eliminate, alle semisfere capovolte e schiacciate con delle luci che, di notte, creeranno un particolare effetto scenografico: sono cinque, e hanno trovato posto nella nuova piazza Santa Maria dei Battuti, in vista della definitiva inaugurazione.
E così il Comune metterà la parola fine al cantiere “infinito” dei Battuti, una piazza che doveva essere pronta già per lo scorso mese di ottobre, prima cioè dell’avvio della mostra sugli Impressionisti di Marco Goldin a Santa Caterina; e che invece è stata inaugurata a due giorni dalla fine di quella mostra, che ha infatti chiuso i battenti il primo maggio.
Tanti i ritardi accumulati, per il cantiere dei Battuti: prima a causa del progetto, cambiati in corso d’opera; poi per i ritrovamenti archeologici nel sottosuolo, che hanno paralizzato per mesi i lavori di rifacimento della pavimentazione. Il primo progetto di riqualificazione dei Battuti, poi cestinato, prevedeva appunto 4-5 panchine in legno a forma di bara, comparse un giorno all’improvviso, ancora prima del via al rifacimento della pavimentazione, nel “lontano” settembre del 2015.
Scoppiò subito la polemica, accentuata in seconda battuta dalla posa di alcune grandi fioriere attraverso le quali, a zig-zag, le auto avrebbero dovuto passare a 10 chilometri all’ora. Due idee saltate in poco tempo. E così, di ritocco in ritocco, con alcune attività commerciali dei Battuti che hanno dovuto chiudere, altre a sostenere che il sacrificio della zona blindata dal cantiere sarebbe stato ripagato, si è arrivati ieri alla posa delle nuove panchine semisferiche.
L’assessore ai Lavori pubblici, Ofelio Michielan, ci tiene a ribadire: «Mi sono scusato e mi scuso per i ritardi del cantiere. Le polemiche non sono mancate, in questi mesi. Ma è anche vero che, da quando abbiamo riaperto la piazza dei Battuti, i trevigiani mi fermano per complimentarsi per il lavoro fatto. E quindi, alla fine, ne è valsa la pena».
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