A27, a Vittorio Veneto paura per i piloni a pezzi: la Val Lapisina chiede interventi

Appello alla società Autostrade, poi l’assemblea pubblica del consiglio di quartiere. Si parlerà anche di scuole e del progetto per la realizzazione di una centrale idroelettrica alla “Sega”
Ferrazza Vittorio Veneto zona Longhere piloni autostrada
Ferrazza Vittorio Veneto zona Longhere piloni autostrada

VITTORIO VENETO. Dai piloni dell'A27 alle scuole in alienazione, passando per la nuova centrale idroelettrica de La Sega. Di tutto e di più, questa sera, alla prima assemblea pubblica del nuovo consiglio di quartiere della Val Lapisina. “Storici” i problemi che il presidente Silvano De Nardi sottoporrà all'attenzione di quanti interverranno all'incontro nell'auditorium parrocchiale di Santa Giustina. Primo fra tutti il tema dei viadotti dell'A27, i cui piloni si stanno scrostando, ormai da anni. E come è avvenuto a San Fris di Ceneda, De Nardi e collaboratori rilanciano la necessità che la società Autostrade cementi le pareti esterni che lasciano intravedere le gabbie in ferro.

Nulla di pericolso, ha fatto sapere Autostrade, ma i residenti hanno di ritorno dalla visuale un'immagine di insicurezza. «Non solo, ci sono scrostamenti finiti a terra - ricorderà, questa sera, De Nardi - come, per altro, denunciavamo ancora otto anni fa. Sollecitiamo, pertanto, un'opera di bonifica come quella conclusa a San Fris». Già nel mandato precedente, infatti, il consiglio di quartiere aveva sollecitato «una mano di cemento» sui piloni che palesavano segnali di precarietà. Per quanto riguarda l'A27 non manca il problema della raccolta delle acque meteoriche: una parte viene scaricata nel vuoto direttamente dai viadotti (quando sono stati costruiti non c'erano norme al riguardo). «Basterebbe un impianto di decantazione», suggerisce De Nardi.

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Ferrazza Vittorio Veneto problemi piloni autostrada

Questa sera sarà affrontato anche il tema delle scuole. Il Comune ha posto in alienazione quelle di Fadalto, San Fris e di Santa Giustina, l'asilo Manzoni. Proprio ieri il sindaco Roberto Tonon ha dato assicurazione a De Nardi che non appena arriverà la somma necessaria sarà realizzata a Forcal, vicino alla sede delle elementari, la nuova scuola materna. Apparentemente nuovo è il tema della centrale idroelettrica a La Sega. Sarà costruita lungo il Meschio, nel bordo in cui operavano il mulino, la segheria e il maglio, in una zona poco distante dal traforo di Santa Augusta. Gli ambientalisti vittoriesi hanno drizzato le antenne, per verificare se è tutto regolare. De Nardi e collaboratori non sono contrari per principio, ma osservano che La Sega ha un contesto ambientale e storico che meriterebbe più valorizzazione, anche da parte del Comune.

Non mancheranno scintille nell'oratorio parrocchiale che ospiterà l'assemblea. De Nardi ha deciso di fare un elenco di tutti gli impegni che negli ultimi mandati amministrativi sono stati assunti per rilanciare la Val Lapisina. «Nessuno è andato in porto», denuncia il presidente, che ricorda il poligono di tiro che doveva essere un'attrazione europea, la nuova spiaggia del lago Morto, il parcheggio per i camper, il birrificio artigianale, la nuova area artigianale di Nove: «L’unica novità sono stati i profughi».

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