Conegliano: addio alla nonnina della Marca, Teresa si è spenta a 109 anni

Dalla fuga dopo la disfatta di Caporetto all’amicizia della famiglia col patriota Nazario Sauro Fino a pochi giorni fa l’anziana leggeva senza occhiali. Se n’è andata di corsa, come tutta la sua vita
Borin Conegliano Teresa Targato 109 anni con il nipote Michele Vicentini
Borin Conegliano Teresa Targato 109 anni con il nipote Michele Vicentini

CONEGLIANO. Teresa Targato, la nonnina della Marca, si è spenta a 109 anni (ne avrebbe compiuti 110 il prossimo 27 aprile). Era anche la più anziana “profuga” di Marca (fuggì durante la Prima Guerra Mondiale, dopo la disfatta di Caporetto). Fino a pochi giorni fa Teresa era in ottima salute. Tanto che appena mercoledì scorso il nipote Michele Vicentini aveva accompagnato nonna Teresa da sua figlia Ester, di 90 anni, la mamma di Michele, entrambe ospiti dell'Opera Immacolata di Lourdes. Ottima la salute di Teresa, qualche problemino, invece, per Ester. Ma sabato, improvvisamente, la più anziana della Marca (era la n. 21, per anzianità, di tutta Italia) si è spenta, in nemmeno due ore. Si è svegliata senza affanno, come al solito, poi in mattinata il malore improvviso. L’hanno portata al Pronto soccorso dell'ospedale di Conegliano, è mancata un’ora dopo.

«Teresa è stata una campionessa della serenità e dell'ironia fino alla fine», la ricorda Michele. Era bisnonna, la signora Teresa, perché lascia tre figlie, sette nipoti e cinque pronipoti. Segni particolari: non ha mai portato gli occhiali. Non ha mai preso un sonnifero. Era golosa delle torte. «Ho passato le due guerre soffrendo la fame, per altro come tanti altri» raccontava. «Teresa è sempre stata un carabiniere, comandava a tutti», confida Michele, «a 109 anni leggeva ancora senza problemi».

Teresa Libera Targato era nata a Piombino Dese il 27 aprile 1907. Era ancora una bambina quando con papà Antonio e mamma Giacinta, insieme ai suoi nove fratelli, durante la Prima Guerra Mondiale, era costretta ad allontanarsi dalla sua terra d'origine dopo la disfatta di Caporetto. «Camminammo a lungo sotto la pioggia», rammentava. Il suo è stato uno dei numerosi nuclei familiari veneti che si sono stabiliti a Porpetto, nell'Udinese.

A 19 anni sposò Isaia Bramuzzo, un barbiere di San Giorgio di Nogaro e andarono ad abitare nella casa del suocero, che aveva ospitato il patriota irredentista Nazario Sauro. Teresa ha cresciuto la famiglia con la sua tempra e la sua determinazione. I suoi figli e nipoti le sono stati vicino, visitandola ogni giorno. Teresa era diventata come una nonna anche per il personale della casa Immacolata di Lourdes, in particolare del reparto di infermeria. I parenti e l'Istituto stavano immaginando una grande festa per i suoi 110 anni, in aprile.

Si era raccomandato, in tal senso, anche il sindaco Floriano Zambon, che con la nonnina aveva condiviso, in occasione dei 109 anni, una saporita torta. «Rimpianti? No, non ne aveva, se non per il fratello, mio zio, morto prematuramente - testimonia ancora Michele - non si lamentava mai. Ed è stata sempre pienamente cosciente. Dopo una vita grama, a causa delle due guerre mondiali, infatti, la vita le aveva riservata una meritata serenità». Il funerale sarà fissato nei prossimi giorni.

 

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