Prese e monumenti il Montello si rifà il look

Comuni e Consorzio lavorano per un “Parco” attrattivo e una pista ciclopedonale In primo piano le celebrazioni della Grande guerra. I soldi dall’affitto di una vigna
Di Enzo Favero

MONTEBELLUNA. I comuni mettono a posto i monumenti, il Consorzio del Montello mette a posto le prese. Obiettivo: creare il parco del Montello in modo che possa degnamente ricevere turisti, innanzitutto per le celebrazioni del 2018, centenario della battaglia del Solstizio, poi per gli anni a seguire mettendo a disposizione una risposta strutturata sul parco del Montello.

La novità è l'intenzione di sistemare le prese del Montello, cosa che sta studiando il consorzio del Montello presieduto da Denis Michielin, mentre i comuni si stanno dando da fare con i monumenti. L'ultimo intervento di tipo turistico sulle prese lo ha fatto il consorzio ai tempi della presidenza di Aldo Susan: tabelle all'ingresso delle prese che illustrano la vita e le azioni dei personaggi a cui sono intitolate le vie. Poi non è stato fatto più niente. Adesso il consorzio sta meditando interventi sulle prese per renderle più accessibili e frequentabili. Soldi ne ha: sono quelli che ha ricavato dall’affitto per un anno del vigneto di Sanri Angeli.

I comuni, invece, provvederanno ai monumenti storici. Ce ne sono un po' dappertutto sul Montello legati direttamente o indirettamente al centenario. Partendo da Nervesa si comincia con l'Ossario, che dovrebbe essere oggetto di lavori di consolidamente a breve per proseguire con l'Abbazia di Sant'eustachio al cui restauro sta provvedendo la società di Ermenegildo Giusti. A Giavera c'è il cimitero degli inglesi da valorizzare, passando per Crocetta c'è Villa Pontello da sistemare, quindi a Volpago l'Osservatorio del Re per arrivare a Montebelluna con il progetto del Memoriale della Grande Guerra a Villa Pisani.

Ma c'è anche la via di connessione: il percorso ciclopedonale "della tradotta", ossia il percorso da ricavare lungo la ex ferrovia Montebelluna-Susegana. Una fascia si sei metri è stata acquisita dal Consorzio del Montello da Montebelluna a Nervesa. Si tratta però di trasformare quella fascia di sei metri per 18 chilometri e qualcosa della ex massicciata ferroviaria in un percorso ciclopedonale, liberandolo dalla vegetazione infestante e rendendolo attrezzato. Il costo va da un milione di euro a un milione e mezzo. E per realizzarlo i cinque comuni montelliani confidano nei contributi regionali. «Essenziale però è arrivare a una gestione unitaria del Montello - dice il sindaco di Montebelluna, Marzio Favero - si tratta di rendere omogenei i vari regolamenti in modo che la gestione del Montello risulti unitaria». Compito che dovrebbe poi essere svolto dai cinque comuni rivieraschi, tutti facenti parte poi del Consorzio del Montello.

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