«Io, donna delle pulizie e lucciola per pagare la cartella Equitalia»

GODEGA. «Mi ha affiancata in auto dicendo che lì non potevo lavorare, che non era terreno mio, e il giorno dopo è tornato minacciandomi e dicendomi che se volevo usare quel pezzo di strada avrei dovuto dargli 4000 euro al mese». Questo il racconto fatto ieri davanti al gudice da una quarantenne marocchina, prostituta nella zona di Godega, che due anni fa ha denunciato di essere stata pestata e minacciata proprio perché si rifiutava di pagare “il pizzo” per ricevere i clienti sulla piazzola.
I fatti risalgono alla notte tra il il 2 e il 3 maggio 2014. Sotto accusa sono il venticinquenne romeno C. T. B., A. B., 27 anni, L. R., 30 anni, e A. M., 50 anni, difesa dall’avvocato Paolo Pastre. Tutto parte dalla ricostruzione di quella notte fatta dalla prostituta marocchina che ieri in tribunale ha raccontato di essersi dedicata al lavoro «per colpa di una cartella di Equitalia che non sapeva come pagare» e che l’aveva costretta alla strada dopo il lavoro di donna delle pulizie.
«Non davo fastidio a nessuno, e non stavo sul marciapiede, avevo scelto un posto dove non c’era nessuno e stavo in macchina». È proprio alla sua auto che quella notte si avvicina una Bmw scura. Dentro un giovane che le dice: «Se vuoi avere il posto devi pagare e così avrai anche la mia protezione. Se non vuoi avere tagliato il tuo bel visino». La sera successiva si ripete la stessa scena, anche se la ragazza si è spostata rispetto al giorno prima. «Hai cambiato posto? Stai attenta, devi pagare comunque per stare qua», avrebbe ribadito il giovane poi riconosciuto tramite la targa dell’auto annotata dalla prostituta e denunciata ai carabinieri. La sera del 14 maggio però la situazione degenera. La donna è tornata in strada e dopo un’ora circa viene aggredita da due prostitute, Maftei e Brozbu, che si erano avvicinate alla sua auto facendola scendere a forza, tirandola per i capelli e poi prendendola pugni e calci, usando anche uno storditore elettrico per colpirla.
Le due donne, secondo il racconto della marocchina l’avrebbero poi minacciata: «Vattene via, questo è il posto delle romene, noi abbiamo pagato 10.000 euro per stare qui e se vuoi stare qui devi pagare anche tu, a chi sai tu». Dopo le indagini preliminari la procura ha chiesto il rinvio a giudizio per le prostitute rumene e per il giovane proprietario dell’auto identificata dalla marocchina. Ieri la prima udienza con la testimonianza fiume della donna davanti al giovane accusato di essere lo straniero che si proponeva come “protettore” e voleva incassare il pizzo, e contro le donne accusate della violenza. Oltre alla testimonianza della donna sono stati ascoltati anche i carabinieri a cui la prostituta si è rivolta subito dopo aver ricevuto le minacce e che sono intervenuti sul posto dopo il brutale pestaggio di cui era stata vittima.
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