Furti in casa, Treviso “batte” Napoli

TREVISO. Rubano i biscotti dell’asilo, i pavoni, i peluche dei bambini, i cagnolini in auto, le verdure nell’orto, le elemosine in chiesa, i salumi nel frigorifero. Non c’è limite al peggio nella crescita esponenziale dei furti, autentica piaga della ricca provincia di Treviso.
Dai dati Istat disponibili (2014) si scopre persino che nella speciale statistica dei furti in abitazione abbiamo superato Napoli: 4.582 denunciati in provincia di Treviso, 4.131 in provincia di Napoli. Per la prima volta: perché i furti in abitazione negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiati, dai 2.116 registrati nel 2011 agli oltre quattromila e cinquecento, appunto.
Un paradosso, certo: perché Napoli si riprende facilmente il primato della criminalità con 49 omicidi, seimila rapine, una valanga di scippi e quasi 17 mila auto rubate.
Ma un campanello d’allarme deve suonare a tutti, anche a Treviso. Si ruba di più, si ruba dovunque, si ruba qualunque cosa abbia un minimo valore. Si ruba anche per disperazione, ma non è una giustificazione.
Che fare? Scongiurata - per ora - la crociata dell’«armiamoci tutti» (anche se le richieste di porto d’armi sembrano in lieve aumento) non resta che abbracciare il proverbiale pragmatismo veneto. Allarmi sempre più sofisticati, porte e finestre blindate fanno la gioia delle imprese di sistemi di sicurezza. Videosorveglianza dei centri abitati e «controllo del vicinato» sembrano le iniziative più gettonate per quanto riguarda gli spazi pubblici.
Dopo l’ondata emotiva delle «ronde padane», che non hanno avuto molta fortuna, fioriscono ora i progetti dove sono i cittadini che si organizzano per controllare il territorio. La Prefettura avvisa che queste iniziative devono seguire la procedura corretta e i sindaci non trasformarsi in improvvisati sceriffi. Le amministrazioni che guidano questa strada si trovano quasi tutte in Sinistra Piave e persino la Lega sembra aver abbracciato questa strada.
Torniamo ai numeri. In provincia di Treviso vengono denunciati 15.459 furti l’anno, 42 al giorno, più che a Caserta. La percentuale di delitti si cui si è scoperto l’autore (presunto) è risibile: il 16%. Anche qui un paradosso: la percentuale di Crotone è del 38,7 per cento.
Focalizziamo i furti nell’abitazione, i più odiosi della categoria. Treviso è tra le prime dieci province d’Italia e sta con Bergamo e Brescia per numero assoluto. I trevigiani denunciano come detto 4.582 furti in abitazione: dodici al giorno. Più che a Napoli, che ne denuncia 4.131. Cinque anni fa i colpi in abitazione nel Trevigiano erano sei al giorno.
Non deve stupire dunque se la percezione di sicurezza dei cittadini è in costante calo. Non c’entrano né il numero di agenti e militari schierati sul territorio né la loro organizzazione. La provincia è grande, gli abitanti sfiorano i novecentomila, il tessuto economico nonostante tutto ancora ricco.
Qualche segnale positivo sembra esserci stato nel corso del 2015: secondo i dati diffusi dalla Prefettura il numero complessivo dei delitti denunciati è sceso del 9% e i furti in abitazione calati del 25%. Ma a leggere le cronache sembra che nel 2016 i ladri si siano ripresi il primato. Tra poco è Natale: non mettete i regali sotto l’albero, metteteteli sotto chiave.
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