Dalla Croazia a Treviso aggrappati sotto un tir

MASER. Viaggio della speranza appesi sotto a un camion per tre profughi minorenni siriani. I tre giovanissimi hanno raggiunto la Croazia dalla Slovenia, e qui si sono nascosti in una sorta di intercapedine tra la base del mezzo e dei profilati metallici in prossimità delle ruote, sotto a un autotreno che trasportava quintali di tronchi di legno.
I ragazzi hanno un'età compresa tra i 16 e i 17 anni e, in base alle prime informazioni, risulterebbero tutti incensurati. Il loro viaggio si è concluso ieri mattina, dopo oltre cinque estenuanti ore, a Maser nella falegnameria dei fratelli Martignago di via Marconi.
Dopo una notte trascorsa nella caserma dei carabinieri di Montebelluna, oggi verranno trasferiti in un centro di prima accoglienza della provincia di Treviso. I tre ragazzi erano sporchi, affamati e assettati, ma nei loro occhi scuri e stanchi si leggeva la speranza di trovare una possibilità di salvezza e di riscatto.
Sotto choc l'autista del mezzo, del tutto ignaro di aver trasportato sotto il suo mezzo, in condizioni di totale insicurezza, quei tre ragazzini scappati dalla guerra.
L'autotreno era partito nella notte tra lunedì e martedì da una località della Croazia con il carico di legna destinata alla falegnameria di via Marconi. Per l'autista probabilmente era l'ennesimo viaggio di routine come tanti. Per quei tre giovani invece si è trattato del viaggio della salvezza.
«Stavamo scaricando i tronchi - racconta uno dei titolari - quando in un attimo ho visto sbucare da sotto il mezzo un ragazzo, basso di statura e magro».
I tre ragazzini sono sbucati fuori dall’intercapedine uno alla volta aiutandosi a vicenda sotto gli occhi increduli di tutti i presenti. Doloranti e affamati hanno tentato di farsi capire definendosi rifugiati.
«Ho chiamato subito l'autista - continuano i Martignago - anche lui era sconvolto continuavamo a guardare sotto il camion perché non capivamo dove si fossero nascosti».
Sotto il grosso mezzo si trova una sorta di intercapedine di una quarantina di centimetri di altezza per un paio di metri di larghezza. Di solito vi vengono riposti dei bancali di legno che vengono ritirati dalle varie falegnamerie quando si consegna la merce. «I ragazzi mi hanno chiesto di andare al bagno - spiega il titolare - ho indicato dove andare, ma il tempo di parlare un attimo con i colleghi e loro stavano già scappando. Così ho chiamato subito i carabinieri». I tre rifugiati si sono diretti verso alcune proprietà confinanti con la falegnameria. Scavalcata la recinzione di tre abitazioni private, sono finiti nella proprietà di un residente: Luigi Altin. Nel giardino i ragazzi si sono nascosti sotto un grosso oleandro. «Mi sono accorto di loro quando sono arrivato in macchina a casa - spiega - ho chiesto chi fossero poi mi hanno raccontato del loro viaggio dalla Slovenia fino all’Italia. Avevano fame e sete, erano spaventati, uno di loro mi ha detto di avere 17 anni e che è venuto in Italia perché vorrebbe raggiungere suo fratello a Milano».
Molto probabilmente i tre minorenni si sono nascosti sotto al camion durante una sosta obbligatoria dell'autista in autogrill. «Mi parlavano in inglese, così gli ho chiesto: "We are you from?" E loro mi hanno risposto che venivano dalla Siria - chiude Altin - non avevano documenti così li ho portati in Comune e dopo averli consegnati ad un dipendete ho dettoloro: "good luck", buona fortuna».
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